Quando il ciclamino si affloscia sembra perso, ma spesso sta solo chiedendo aiuto: basta capire cosa non va e intervenire nel modo giusto.
Chi ha un ciclamino lo sa: un giorno è pieno di fiori e foglie dritte, quello dopo appare stanco, molle, quasi svuotato.

È una scena che mette ansia, perché dà l’idea di una pianta che sta morendo. In realtà, il ciclamino è molto più resistente di quanto sembri, ma è anche molto chiaro nel mostrare quando qualcosa non va.
Nella maggior parte dei casi il ciclamino si affloscia per colpa dell’acqua. Troppa o troppo poca.
Il suo tubero soffre moltissimo i ristagni: basta qualche annaffiatura sbagliata per farlo diventare molle e iniziare a marcire. Ma anche lasciarlo completamente secco troppo a lungo può stressarlo al punto da far crollare foglie e fiori.
Il terreno deve restare leggermente umido, mai zuppo. E il vaso deve sempre avere un buon drenaggio. Se l’acqua resta sul fondo, prima o poi il ciclamino presenta il conto.
Il ciclamino ama la luce, ma non il sole diretto. Una finestra troppo esposta può letteralmente “cuocerlo”, mentre una stanza buia lo indebolisce lentamente. E poi c’è il caldo. I termosifoni sono il suo nemico numero uno. L’aria calda e secca lo manda in crisi in pochissimo tempo.
Le temperature ideali sono fresche, tra i 10 e i 18 gradi. Per questo spesso sta meglio in una camera non riscaldata, in un corridoio luminoso o persino in un bagno arieggiato.
Se la pianta appare completamente moscia, la prima cosa da fare è controllare il tubero. Va estratta dal vaso con delicatezza. Se al tatto è duro, c’è ancora speranza. Se invece è molle o scuro in alcune parti, bisogna intervenire subito.
Le parti marce vanno eliminate senza esitazione e la pianta ripiantata in terriccio nuovo e asciutto. I tuberi non vanno mai interrati completamente: devono restare almeno per metà fuori dal terreno.
Il modo migliore per annaffiare il ciclamino è dal basso. Un bicchiere d’acqua nel sottovaso ogni cinque o sei giorni è spesso più che sufficiente. Dopo mezz’ora, l’acqua in eccesso va sempre tolta.
Così la pianta prende solo quello che le serve e il rischio di marciumi si riduce moltissimo.
Le foglie gialle possono indicare o troppa acqua o poca luce. Quelle marroni, invece, parlano quasi sempre di sole diretto o aria troppo secca. I fiori che appassiscono velocemente, ancora prima di aprirsi, sono un chiaro segnale di caldo eccessivo.
Mai tagliare con le forbici. Il gambo va afferrato alla base e staccato con una leggera torsione. In questo modo non restano residui che potrebbero marcire e creare problemi al tubero. È un gesto semplice, ma fa una grande differenza nel tempo.
Quello che trovi al supermercato in inverno è quasi sempre un ciclamino da interno, delicato e non resistente al gelo. Le varietà da giardino sono un’altra cosa. Confonderli è uno degli errori più comuni.
Quando arriva l’estate, il ciclamino perde le foglie. È normale. Non sta morendo, sta dormendo.
In questa fase va quasi dimenticato: pochissima acqua, niente fertilizzante, un posto fresco e ombreggiato. A fine estate, se è stato rispettato, tornerà da solo.
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