Le ortensie crescono rigogliose ma non fioriscono? Nella maggior parte dei casi il problema è la potatura fatta nel momento sbagliato.
È una situazione che manda in confusione. La pianta sta bene, le foglie sono grandi, il cespuglio si allarga anno dopo anno. Non c’è nessun segno di sofferenza. Eppure, quando arriva l’estate, niente fiori.

La tentazione è pensare a un problema di concime, di esposizione o di terreno. In realtà, quasi sempre il responsabile è uno solo: le cesoie usate nel periodo sbagliato.
Tagliare al momento errato significa eliminare i boccioli prima ancora che possano aprirsi. E il danno si vede solo mesi dopo.
La varietà più diffusa nei giardini è l’Hydrangea macrophylla, ed è proprio lei a creare più equivoci.
Questa ortensia non produce i fiori sui rami nuovi della stagione in corso. Fiorisce sul cosiddetto “legno vecchio”, cioè sui rami cresciuti l’anno prima. Le gemme che diventeranno fiori iniziano a formarsi già alla fine dell’estate e restano lì per tutto l’inverno.
Se intervieni con una potatura tra gennaio e marzo, stai eliminando esattamente quei rami che contengono i boccioli pronti per l’estate.
Il risultato è una pianta perfetta dal punto di vista vegetativo, ma sterile dal punto di vista ornamentale.
Il momento giusto per potare è subito dopo la fine della fioritura estiva, tra fine agosto e inizio autunno.
In questa fase la pianta ha ancora il tempo necessario per sviluppare nuovi rami che matureranno e porteranno i fiori l’anno seguente. È una finestra breve, ma fondamentale.
In inverno e in primavera, invece, è meglio non intervenire affatto. I boccioli sono già presenti sui rami e qualsiasi taglio li eliminerà.
Se negli anni scorsi hai potato nel periodo sbagliato e non hai visto fiori, la soluzione può essere sorprendentemente semplice: fermarti.
Lascia l’ortensia indisturbata per una stagione intera. Questo permette alla pianta di ristabilire il suo ciclo naturale e di accumulare energia senza ulteriori stress. A volte il problema non è fare troppo poco, ma fare troppo.
Molti confondono le due cose. Togliere le infiorescenze appassite non è una potatura strutturale.
Il cosiddetto “deadheading” consiste nel tagliare solo il fiore secco, appena sopra la prima coppia di foglie sane, senza accorciare il ramo principale. Così non si toccano le gemme future.
Puoi farlo tra fine inverno e inizio primavera, ma non è obbligatorio. Anche lasciando i fiori secchi, la pianta non subirà danni.
Se l’ortensia diventa troppo grande, non serve ridurla drasticamente ogni anno. È proprio questo l’errore che compromette la produzione di fiori.
Meglio intervenire in modo graduale, eliminando solo una parte dei rami, ad esempio un terzo. Accetterai di perdere la fioritura su quei rami specifici, ma il resto della pianta continuerà a produrre boccioli.
Esiste anche un breve momento, subito dopo la fine delle fioriture, in cui si può accorciare leggermente la pianta prima che inizi la formazione delle gemme per l’anno successivo.
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