
Mentre vengono rinnovate alcune interessanti iniziative (come quelle relative alla predisposizione della più grande turbina eolica offshore del mondo), dalla Spagna arrivano nel contempo anche altre sgradevoli notizie che, causa crisi economico finanziaria che si sta abbattendo sulla penisola iberica, corrono il rischio di giocare un ruolo determinante nella crescita ecosostenibile del Paese, che negli scorsi anni aveva intrapreso un strada più positiva sul fronte delle energie rinnovabili.
La notizia alla quale ci riferiamo è ovviamente quella che vede il governo spagnolo aver ridotto i sussidi per gli impianti ad energia eolica di circa il 35%, eliminando altresì il supporto per gli impianti solari termici per un arco temporale inerente le prime fasi di avvio delle unità eco-energetiche.
In questo modo, il governo Zapatero cerca di ridurre altresì il costo dell’elettricità pagato dal consumatore finale, privato o impresa che sia. Negli ultimi tempi, infatti, il costo dell’elettricità distribuita alle case dei cittadini spagnoli si è confermato ampiamente al di sopra dei livelli di ricavo ottenuto per questa attività, accumulando un deficit pari a oltre 14 miliardi di euro.
Stando alle previsioni governative, grazie a tali azioni il governo dovrebbe ridurre il costo della distribuzione energetica della Spagna di circa 1,1 miliardi di euro fino al 2013.
Bisognerà tuttavia valutare quali saranno gli impatti nei confronti delle principali aziende del Paese operanti nel settore energetico e, in esso, in quello relativo ai comparti ad energia rinnovabile. Il rischio è infatti che il taglio della spesa governativa si rovesci direttamente sui bilanci societari, con conseguenze ancora da decifrare.
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