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La batteria di sabbia è il futuro: cos’è e come funziona

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La batteria di sabbia sembra essere a tutti gli effetti il futuro nel campo delle energie rinnovabili: il primo modello è stato realizzato in Finlandia. Come funziona

batteria di sabbia
sabbia (Pixabay)

Il futuro delle energie rinnovabili vede un nuovo protagonista sullo scenario mondiale. Si tratta della batteria di sabbia, il cui primo modello è stata realizzato a Kankaanpää, in Finlandia per il teleriscaldamento urbano. Essa è stata realizzata dall’azienda Polar Night energy dentro un serbatoio di acciaio isolato, alto 7 metri e largo 4.

“La costruzione dell’impianto è andata bene, considerando che si trattava di una soluzione completamente innovativa”, ha detto Markku Ylönen, co-fondatore e CTO di Polar Night Energy. “Sono state risolte alcune difficoltà. Ora la sabbia è già calda. Abbiamo anche appreso che il nostro sistema mostra un potenziale maggiore rispetto a quello inizialmente calcolato”.

Batteria di sabbia, come funziona e le possibili applicazioni future

batterie (Pixabay)

Il sistema genera aria calda che circola nella sabbia grazia a uno scambiatore di calore. Quando c’è bisogno di energia, la batteria scarica l’aria calda riscaldando l’acqua della rete di teleriscaldamento. Secondo l’azienda, tale impianto potrebbe mantenere la sabbia anche a 500° per molti mesi e con perdite ridotte al minimo. Per quel che riguarda i costi dell’installazione, pare servano meno di 10 euro per kWh.

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Detto questo, i massimi esperti mondiali stanno studiano anche un modo per utilizzare la sabbia nelle batterie a litio che potrebbe migliorare le prestazioni energetiche dei dispositivi, come pc, tablet e smartphone, a cui verrebbero applicate. Questo perché la sabbia, composta per larga parte da quarzo, ossida il diossido di silicio. Proprio riguardo a questo, i ricercatori dell’Università della California Riverside stanno studiando la possibile creazione del nanosilicio da sabbie ricche di quarzo. Il silicio, di per sé, è infatti difficile da produrre su larga scala e si degrada facilmente. Il nanosilicio, invece, mescolato a sale e magnesio ad alte temperature, porterebbe alla formazione di un oggetto simile a una spugna, il quale riuscirebbe a migliorare le performance della batteria.

 

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