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30 aprile 1876: Koch isola per la prima volta un batterio

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Il medico Robert Koch, tedesco esperto di batteriologia insieme a Pasteur, contribuì a comprendere l’infezione dell’antrace, malattia letale

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Robert Koch (Foto da Adobe) – Ecoo.it

Chi ha mai sentito parlare dell’antrace al solo nome potrebbe inorridire. È una malattia nota fin dall’antichità. Nelle testimonianze, e negli studi che sono seguiti, è un tipo di infezione batterica che può passare da animale a uomo. Non solo ingerendo la carne, ma la contaminazione può avvenire anche per inalazione. È per questo che le varianti più letali dell’antrace sono quelle che infettano i polmoni o l’intestino. Il medico e batteriologo Robert Koch portò avanti degli esperimenti che furono fondamentali per lo studio e la messa a punto del vaccino per l’antrace.

Robert Koch è stato un esperto di batteriologia e microbiologia collega e rivale del più noto Louis Pasteur. Entrambi contribuirono alle scoperte microbiologiche per l’individuazione e la cura del carbonchio, batterio responsabile della malattia dell’antrace. Anche se le posizioni tra i due erano piuttosto diverse. Nonostante le prime conclusioni sono state di Koch, Pasteur portò a termine gli studi e mise a punto le soluzioni.

Robert Koch e la scoperta del 30 aprile

Francobollo (Foto da Adobe) – Ecoo.it

Il 30 aprile ricorre il giorno in cui Robert Koch riuscì ad isolare nel 1876 il primo batterio al di fuori dell’organismo di un animale responsabile dell’antrace: il carbonchio. Non è stato il primo medico a parlare della malattia, tuttavia i suoi studi approfonditi hanno permesso di isolare gli agenti patogeni. Gli studi sono stati fatti utilizzando degli agnelli come cavie. Inietando artificialmente il batterio che li avrebbe portati a morte certa. Dopo l’infezione, all’interno dell’occhio dell’animale si potevano osservare i batteri. In particolare è stato possibile prelevando il liquido oculare ed analizzandolo al microscopio. In questo modo è riuscito a comprendere la riproduzione del baterio responsabile dell’antrace attraverso la riproduzione rapida delle spore.

Il pericolo dell’antrace

Antrace (Foto da Adobe) – Ecoo.it

Una malattia terribile. Quando colpisce l’uomo, infettato da animali, dalle carcasse, i primi sintomi possono sembrare simili a quelli dell’influenza. Se sottovalutati, possono portare al decesso entro una settimana dal contagio. L’infezione può rimanere nel sangue della carcassa anche dopo parecchio tempo. Per questo le ricerche di Robert Koch, anche se in contrasto con Pasteur, sono state così importanti.

Giulia Borraccino

Sono nata e cresciuta a Roma. Laureata in Comunicazione con specializzazione in semiotica testuale, nel tempo mi sono appassionata all'approfondimento dei temi ambientalisti ed al giornalismo d'inchiesta. Amo l'arte in tutte le sue sfaccettature.

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