Pressione alta, sai quanti caffè si possono bere: la risposta inattesa

Quanto caffè devono bere le persone che soffrono di pressione alta? Ecco finalmente la risposta

Caffè quanti berne al giorno
Caffè-foto pixabay kaboopics-ecoo.it

Il caffè è indubbiamente la bevanda più bevuta in Italia e anche nel mondo, ma fa bene? Un caffè al giorno fa bene alla salute, ma due invece potrebbero aumentare il rischio di morte per infarto o inctus nelle persone che soffrono di ipertensione.

La moderazione in cucina è la strategia più importante per tutelare la propria salute. Il caffè è una bevanda molto controversa, perché è ricca di antiossidanti ma contiene la caffeina che è uno stimolante naturale che influisce sia sui cicli del sonno sia sulla salute del cuore.

Il caffè è pericoloso per chi ha la pressione alta?

Secondo una ricerca americana, le persone che hanno la pressione sanguigna alta e che bevono due o più tazze al giorno di caffè potrebbero raddoppiare il rischio di morire per infarto, ictus o anche altri tipi di malattie cardiovascolari. Bere invece il tè verde e anche solo una tazza di caffè non ha invece lo stesso effetto.

Questa relazione non si applica alle persone con livelli di pressione sanguigna più bassi che bevono due o più tazze di caffè al giorno. Ricerche precedenti hanno invece suggerito che bere una tazza di caffè può aiutare le persone a ridurre il rischio di morte a seguito di un infarto e addirittura che questa aiuti a prevenire infarti e ictus negli adulti sani.

Inoltre altre ricerche ancora suggeriscono che bere il caffè riduca il rischio di ipertensione nelle persone che non ce l’hanno già. Tuttavia nonostante questi studi, oggi è stato dimostrato il contrario e che quindi bere il caffè aumenta la pressione sanguigna e causa pure ansia, palpitazioni cardiache e disturbi del sonno.

Lo studio ha coinvolto 6.574 uomini e 12.035 donne provenienti da 30 comunità giapponesi che hanno partecipato al Japan Collaborativr Cohort Study for Evaluation of Cancer Risk. I partecipanti avevano un’età dai 40 ai 79 anni quando si sono iscritti tra il 1988 e 1990 e hanno autodichiarato il loro consumo di caffè e tè.

Sono stati seguiti fino al 2009 nel dettaglio, dallo stile di vita alla dieta e storia medica. Sono stati valutati con esami sanitari e questionari autosomministrati. Il consumo di caffè e tè è stato auto-riportato durante lo studio e la pressione sanguigna è stata misurata in un unico punto e le variazioni non sono state prese in considerazione.

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Perciò l’analisi ha rilevato che i partecipanti con ipertensione gravi che bevevano due o più tazze di caffè al giorno, raddoppiavano il rischio di morte per malattie cardiovascolari rispetto a quelli che non bevevano caffè. Bere invece una sola tazza di caffè o il tè non ha aumentato il rischio. In media bisognerebbe quindi bere un caffè al giorno ma attenzione ai ml.