Phalaenopsis, come innaffiarla: utilizza questi due trucchi

Come vanno innaffiate le phalaenopsis? Ecco tutti quello che bisogna sapere per coltivare queste piante in modo corretto 

Come innaffiare orchidee
Orchidee-foto pixabay webandi-ecoo.it

Le phalaenopsis è un genere di orchidee epifite che comprende oltre settanta specie. Sono originarie dell’Asia tropicale e subtropicale all’Australia. In natura crescono sulla corteccia degli alberi e hanno grandi e carnose foglie con dei fiori multicolori di dimensioni anche notevoli. Spesso sono molto duraturi.

Si tratta di piante a sviluppo monopodiale vuol dire che presentano un solo piede vegetativo. Non hanno poi pseudobulbi ma possiedono invece un semplice rizoma dal quale hanno origine foglie opposte, persistenti, ovali e anche simmetriche. Il colore della vegetazione poi varia in base alla specie, ma di solito le foglie sono verde scuro.

Come innaffiare la phalaenopsis

Queste orchidee si coltivano solitamente in serra calda o in casa. Crescono bene a temperature alte con un alto tasso di umidità. In realtà però si abituano bene anche alle temperature delle abitazioni. Generalmente più alta è la temperatura maggiore deve essere l’umidità dell’aria.

Queste piante amano molto la luce intensa ma schermata, sopratutto nelle ore più calde dei giorni estivi. Per questo motivo sono perfette da tenere in casa davanti ad una finestra esposta a sud-est o sud-ovest con la protezione di una tendina.

Per quanto riguarda l’innaffiatura, intanto va preferita l’acqua demineralizzata dato che le radici aeree sono molto sensibili a eccessi di sali. Si consiglia di innaffiarle la mattina così che il substrato non rimanga bagnato troppo a lungo. Attenzione perché soffrono i ristagni d’acqua che possono causarne anche la morte. Andrebbero innaffiate solo quando il terreno è asciutto.

La modalità di innaffiamento può essere per immersione oppure con una bangatura normale. Nel primo caso versate l’acqua nel vaso senza bagnare il colletto. Potete altrimenti immergere la pianta in una bacinella con 3-4 cm di acqua e tenerla per 4-5 minuti in modo che assorba l’acqua.

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Inoltre le orchidee richiedono di essere fertilizzate spesso e per quanto riguarda la concimazione ci sono differenti possibilità. Alcuni sostengono che il concime vada somministrato appena dopo o contemporaneamente all’innaffiatura con regolarità circa ogni 15 giorni fino alla fioritura, diluendo le dosi indicate sulle confezioni dato che le radici sono sensibili all’eccesso di fertilizzante. Un’altra possibilità invece è concimare le orchidee ad ogni innaffiatura con basse dosi di concime e senza prima bagnare le radici.