Obbligo etichettatura ecologica: cosa cambierà da gennaio

Da gennaio cambiano le etichette sugli imballaggi. Non sarà possibile mettere in commercio i prodotti che non hanno le nuove etichette 

Etichette supermercato
Etichette-foto pinterest (thismarketerslife.com-ecoo.it)

Da ieri 1 gennaio 2023 è stato imposto l’obbligo di cambiare le etichette per gli imballaggi, dovranno essere ecologiche le nuove etichette. Non potranno essere messi in commercio i prodotti senza queste nuove etichette. Quelli che erano già immessi in commercio da prima, o provvisti di etichettatura alla data 1° gennaio 2023, potranno essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte.

Questo termine è stato l’esito di una serie di proroghe che si sono succedute dal 2020. L’eco etichetta è prevista dall’articolo 219, comma 5, Dlgs 152/2006 e la sua mancata osservanza è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 5,000 a 25,000 mila euro, prevista dall’articolo 261, comma 3 dello stesso Testo.

Perché l’eco etichetta è entrata in vigore

L’eco etichetta è prevista dalla legge, la disciplina è completata dal Dm Ambiente 360/2022 che, abrogativo del Dm 114/2022. È stato reso necessario poiché l’entrata in vigore del nuovo obbligo lascia prevedere impatti notevoli sui modelli organizzativi, gestionali ed economico-finanziari sia dell’industria che del commercio.

Ci sono applicazioni diversificate con diverse esigenze, perciò su tutti gli imballaggi che siano primari, secondari e anche terziari. I produttori devono per forza indicare la codifica alfa-numerica prevista dalla decisione 97/129/Ce.

Nel Dm 360/2022 ci sono le linee guida apposite che aiutano le imprese nei nuovi adempimenti che sono atti a facilitare raccolta, riutilizzo, recupero e anche il riciclaggio degli imballaggi, nonché a fornire una giusta informazione ai consumatori sulle loro destinazioni finali.

Sugli imballaggi destinati al consumatore ci devono infatti essere anche le indicazioni per aiutarlo nella raccolta differenziata. Il decreto chiarisce delle cose fondamentali, come la genericità del richiamo alle norme Uni.

Le informazioni che riguardano le destinazioni finali degli imballaggi sono quelle che comunicano il corretto conferimento dell’imballaggio a fine vita. In alternativa si possono rendere disponibili tramite i canali digitali a scelta. Inoltre poi ogni etichetta ha il suo colore, blu per la carta, marrone per l’organico, giallo per la plastica, turchese per i metalli, verde per il vetro e grigio per l’indifferenziato.

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Per identificare e classificare il contenitore poi i produttori devono indicare la natura sia dei materiali di imballaggio usati, sia degli ulteriori obblighi di marcatura che sono previsti per gli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile, che etichettati correttamente sono poi raccolti e riciclati insieme ai rifiuti organici. Tuttavia queste regole non si applicano agli imballaggi per i farmaci a uso umano e veterinario, per i dispositivi medici e medico-diagnostici in vitro almeno fino al decreto comma 4, articolo 219.