Salumi, come vengono uccisi gli animali che mangiamo?

Parlare di morte senza crudeltà può sembrare un ossimoro. Invece è ciò per cui si battono le associazioni in difesa della dignità degli animali, come ad esempio la LAV. Che nutrirsi di animali da allevamento o di selvaggina sia considerata una prassi talmente quotidiana da non ricollegare più la carne all’animale può essere comprensibile, ma si deve fare un salto ulteriore di consapevolezza. Ovviamente le fette di carne sottovuoto in plastica vendute ai supermercati poco somigliano a ciò che era stato un animale, e di conseguenza allontanano il consumatore dall’idea di morte ed uccisione.

Tanto più che, a differenza delle culture contadine dove la pratca di allevamento, uccisione e cottura dell’animale veniva praticata dalla stessa persona, nessun mangiatore di carne da supermercato o da macelleria ha mai conosciuto l’animale. Ma non serve una sensibilità vegetariana o vegana per capire che se proprio si deve uccidere un animale in uno stabilimento industriale, tanto vale farlo senza arrecare troppa sofferenza. Esistono delle leggi per questo, ma non sono sufficienti.

Come funziona la macellazione di un animale?

macellazione animali
Macellazione animali (Foto Pixabay)

Probabilmente i più non vorrebbero avere queste informazioni, ma voltare la testa dall’altra parte serve a poco. La macellazione è un termine generico che indica l’uccisione di un animale tramite dissanguamento. Implica molti procedimenti di uccisione.

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Gli animali, a scelta dello stabilimento, può essere ucciso tramite fucile a proiettile libero o pistola. In altri casi si applica l’elettrofolgorazione – la fulminazione – o l’uso del gas, di triste memoria. Altre pratiche sono altrettanto crudeli, come lo sgozzamento, la decapitazione, la dislocazione del collo o l’impiego del “cassone a vuoto“, un metodo praticato per la “selvaggina” da allevamento, inserita in una scatola a tenuta stagna in cui viene provocato il vuoto che causa la morte.

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E tutto questo per finire sulla tavola sotto forma di bistecca o salume. Le associazioni animaliste si battono per una morte dignitosa dell’animale, con lo stordimento preventivo l’uccisione. Non viene chiesto di rinunciare al pasto prezioso, ma di evitare inutile sofferenza, come è stato fatto per i crostacei. In molti Paesi la pratica di gettarli vivi nell’acqua bollente è stata interdetta.