Laguna di Venezia: non solo plastica ma anche relitti di barche abbandonate

La Laguna di Venezia è diventata il più grande cimitero di barche abbandonate d’Europa è davvero una cosa incredibile

Laguna Venezia relitti
Laguna Venezia-foto pixabay paul_henri-ecoo.it

Per tanti anni la zona umida di Venezia è stata usata come una discarica per relitti abbandonati, questo ha provocato abbondanza di microplastiche e di sostanze inquinanti. Le autorità non rimuovono questi relitti lasciandoli abbandonati nella Laguna.

Purtroppo la burocrazia a riguarda va molto lentamente e occuparsi dei cimiteri di barche è l’ultima delle priorità al momento. Ecco perché un gruppo di appassionati di nautica e ambientalisti sta cercando in qualche modo di trovare una soluzione al problema.

La Laguna di Venezia è uno scarico per relitti

Purtroppo in questi ultimi anni la Laguna di Venezia è diventata un vero e proprio scarico per relitti. Da una parte PFAS e pesticidi e dall’altro un cimitero di relitti. Sul fondo della laguna ci sono scafi in legno o vetroresina abbandonati dai proprietari che giacciono sott’acqua.

La laguana è grande 550 chilometri quadrati e rappresenta l’area umida più vasta del Mediterraneo. Ha un valore ambientale immenso ma è stata usata per troppi anni come discarica da persone che volevano liberarsi delle loro barche.

Ad oggi si contano 2.000 imbarcazione abbandonate sparse su un’area di 55 mila ettari. Alcune sono sotto la superficie e altre invece spuntano dall’acqua e altre ancora sono bloccate sulle barene. Quando c’è la bassa marea si possono vedere le imbarcazioni sotto.

Per un gruppo di ambientalisti, la caccia di barche abbandonate è diventato un lavoro praticamente. Una volta trovate le barche, vengono mappate e si fa pressione sulle autorità per rimuoverle. Si tratta sopratutto di piccoli motoscafi di piccola cilindrata o burci, che sono imbarcazione da trasporto molto diffuse a Venezia.

I pericoli sono tanti, per esempio un motore di una barca può essere danneggiato se ci passa sopra. Ma rappresentano una minaccia ancora più grande per l’ecosistema dato che perdono sostanze chimiche, carburante e microplastiche mentre le barche si disintegrano in acqua. L’abbandono delle barche in laguna risale agli anni ’50, di fatto ci sono barche abbandonate da 30 anni.

La vernice e alcuni arredi interni delle barche contengono sostanze chimiche che possono avere effetti negativi e tossici sulla vita marina. E questo materiale ingombrante può ridurre la circolazione naturale dell’acqua danneggiando l’ecosistema più ampio, dato che meno acqua circola e più sostanze inquinanti si attaccano.

Gli articoli più letti di oggi:

PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU FACEBOOK

I fondali bassi facilitano il recupero delle imbarcazioni quindi non è chiaro perché le autorità esitino. Il problema è ambientale e ricade anche sui trasposti nella laguna. Le soluzioni al momento sono poche, a quanto pare di recente è stata decisa la rimozione di alcune imbarcazioni nei prossimi mesi.