Agrivoltaico sostenibile: i vantaggi sull’agricoltura

L’agrivoltaico sostenibile è il futuro per l’energia, il cibo e anche la comunità. Unire le esigenze di coltivazione a quelle della produzione di energia rinnovabile è importante

Agrivoltaico cosa vuol dire
Agrivoltaico-foto pinterest ecoo.it

È sempre più evidente come le esigenze di coltivazione si debbano unire a quelle della produzione di energia rinnovabile per dare beneficio all’agricoltura e alle comunità locali in generale. L’agrivoltaico sostenibile è un modello innovativo su cui scommettere per il nostro futuro. Quando si parla di questo approccio, il rischio di far confusione è alto.

Infatti informandosi su internet è facile credere che qualsiasi impianto fotovoltaico a terra su grandi distese verdi sia agrivoltaico. O che l’installazione di moduli fotovoltaici su campi agricoli vada a detrimento delle stesse coltivazioni. Così però non è affatto. Il mondo dell’agrivoltaico è un un universo che nasce facendo della sostenibilità la propria virtù, valorizzando l’agricoltura, inserendosi in modo coerente con il paesaggio e favorendo lo sviluppo locale sia dal punto di vista economico che da quello sociale e ambientale.

Cos’è l’agrivoltaico e quali sono i benefici sull’agricoltura

Agrivoltaico ecco a cosa serve
Agrivoltaico-foto pinterest (greenreport-ecoo.it)

Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare dello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia associato al nome “agrivoltaico”. Questa parola definisce un sistema integrato per la produzione di energia su campi coltivati. Ma cosa è davvero l’agrivoltaico e quali sono i suoi obiettivi?

Partiamo dal fotovoltaico a terra, ossia delle file di moduli fotovoltaici, orientati in strisce in direzione est-ovest, sollevati da terra in modo da garantire le operazioni sui moduli stessi, inclinati verso il sole. Questa configurazione, che può essere più o meno standard è in funzione della massima producibilità energetica nel corso di tutto l’anno.

Quando si crea un impianto di questo tipo, la trama è densa. L’obiettivo è dato da un lotto di terreno e si installa la maggior quantità di moduli fotovoltaici possibile per ottenere la massima produzione energetica al minimo costo. Quindi vedremo una trama sempre uguale nel paesaggio e il terreno sotto i moduli non può essere usato per nessuna attività.

Nell’agrivoltaico, questa trama diventa più porosa poiché i moduli sono più distanti tra loro, dato che in un impianto agrivoltaico c’è sempre qualcuno che svolge un’attività agricola e quindi c’è più spazio fra le file dei moduli e questi si sollevano da terra. Così facendo il terreno rimane libero per la coltivazione.

Ci sono due principali configurazioni di agrivoltaico, quello avanzato e quello interfila. Il primo è rappresentato da moduli sollevati da terra e la coltivazione avviene anche all’ombra degli stessi moduli. Il secondo invece prevede una coltivazione tra le file dei moduli fotovoltaici. I moduli fotovoltaici possono essere fissi oppure montati su moduli a inseguimento, il modulo può inseguire il sole durante la giornata, durante le stagioni o entrambi contemporaneamente.

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Si potrebbe pensare che questo tipo di sistema non sia adatto per le coltivazioni che richiedono una forte esposizione solare. Però stiamo assistendo al cambiamento climatico e questo ha un effetto sulla coltivazione delle piante e quindi in realtà questo ombreggiamento potrebbe far comodo a molte piante. Di fatto quindi l’agrivoltaico non ha impatti negativi sulle necessità delle colture, anzi è benefico per la loro crescita.