Miss Earth 2010 non è solamente un concorso di bellezza, ma diventa un’ottima occasione anche per un grande impegno nel settore dell’ambiente e dell’ecologia. Per vincere infatti bisogna dimostrare di impegnarsi attivamente in progetti ed attività a favore della tutela ambientale, in Italia o in altri Paesi del mondo. Un concorso molto particolare, quindi, che è nato grazie all’idea di un imprenditore delle Filippine, che ha deciso di fondare la Miss Earth Foundation, un’organizzazione che coniuga perfettamente il suo lavoro con i progetti dell’Unep, per attività a favore della conservazione dell’ambiente.
Esiste un modo molto, molto economico per risparmiare inchiostro: si chiama Ecofont, il font di scrittura che consuma meno toner! Considerando un ambiente come l’ufficio, dove c’è una quantità stratosferica di carta stampata e, magari, di immagini e fotografie replicate su carta comune, è importante fare in modo che il toner venga consumato nella maniera minore possibile. Inchiostro e rifiuti, infatti, inconsciamente creano dell’inquinamento che si ripercuote sia sull’ambiente. Mentre uno spreco di questi materiali, incide negativamente sul portafogli. Ecco allora che ci pensa Ecofont a ovviare al problema: scopriamo come.

Mettiamo in luce ancora una volta il tema del riciclo di vecchie tavole da skate, trovando però il modo di raggruppare vari brand che utilizzano come materia prima per tutti, o la maggior parte delle loro creazioni, questo materiale. Oltre a fare tendenza, questo tipo di prodotto ha un ricambio abbastanza rapido, dato che la vita di una tavola da skate non è molto lunga, e probabilmente il suo fascino è racchiuso nei segni dell’usura che caratterizzano ogni singola tavola. Abbiamo già parlato di come due designer hanno sfruttato questo materiale per fare dei mobili e altri accessori per la casa, ora vediamo in dettaglio altri brand che lo utilizzano sia per fare complementi di arredo, sia accessori di moda.

Giusto qualche tempo fa avevamo parlato di un brand americano che sfrutta dei vecchi skateboard per trasformarli in degli originali sgabelli. Sembra che questa tendenza non sia solamente caratteristica di questo marchio, tanto che siamo riusciti a scovare un altro creativo che sfrutta come materia prima delle vecchie tavole per fare skate. Stiamo parlando di Hiroki Sadamori e del suo brand Anti System, dove ci propone tutte le sue insolite creazioni. Possiamo trovare davvero tanti accessori da indossare o per arredare la casa fatti con materiali riciclati tra i più disparati, dove notiamo anche una presenza massiccia di idee realizzate sfruttando i vecchi skateboard come materia prima.

Krejci è un brand design olandese con sede ad Amsterdam, il quale si è impegnato nella realizzazione di una collezione di accessori curiosi, fatti con un materiale riciclato altrettanto insolito. Stiamo parlando della collezione chiamata Tubus, la quale è composta da portafogli e borse tra le più disparate, tutte fatte riciclando vecchie camere d’aria e copertoni di biciclette. Il brand sposa così la realizzazione di prodotti eco sostenibili, fatti a mano uno ad uno e quindi artigianali, esteticamente impeccabili e in linea con lo spirito ecologico della città su due ruote per eccellenza.

Tra i tanti temi che vengono trattati all’interno del panorama del design ecosostenibile, dobbiamo mettere in primo piano anche i contenitori dei nostri cibi, i quali vengono consumati in grande quantità e buttati rapidamente. Lo studio americano di design Miller Creative si occupa di progettare packaging tra i più disparati, dove nel loro portfolio online troviamo anche una massiccia presenza di idee realizzate per contenere cibi di varia natura. Tra i loro nuovi progetti abbiamo Spoonigami, un semplice vasetto per lo yogurt con un piccolo accorgimento che mette in luce la sua filosofia sostenibile.
E’ già capitato su Ecoo di parlare di calcio. Ovviamente, non in maniera prettamente sportiva, ma per quel che concerne l’ecosostenibilità. Ci sono alcuni team calcistici che vogliono ci sia sostenibilità ambientale nelle proprie strutture sportive. Si parla per la maggior parte dei casi di piccole squadre d’eccellenza, ma la speranza è che questa filosofia green si estenda anche ai grandi nomi del calcio mondiale. Intanto, possiamo dirvi che l’appello in parte è stato ascoltato, tanto che alcune Nazioni prenderanno parte alla Coppa del Mondo 2010 del Sudafrica con maglie ecologiche. Vediamo quali.

Il premio “Energy Conservation Prize” se l’è aggiudicato la casa automobilistica giapponese Nissan, famosa in tutto il mondo soprattutto per i fuoristrada (in particolare il meraviglioso -a mio avviso- Nissan Qashqai). Gli innovativi sistemi meritevoli di tale titolo sono stati l’Eco-mode e il controllo di velocità basato sui dati di navigazione. Queste due tecnologie sono normalmente montati sui veicoli più compatti della casa automobilistica quali Nissan Pixo e Nissan Micra. Il premio è stato consegnato dal Direttore della ANRE, Agenzia per le Risorse Naturali e l’Energia.

Terre di Mezzo propone il proprio progetto denominato “Fa’ la cosa giusta!” , dal 12 al 14 marzo presso i padiglioni 1-2 della Fieramilanocity, il centro fieristico di Milano città. Questo progetto ha l’ambizione di proporre e promuovere su tutto il territorio nazionale l’etica e cultura del consumo critico e di uno stile di vita ecosostenibile, oltre che trasmettere ai cittadini i valori che sono alla base dell’Economia Solidale. A supportare questa organizzazione ci sono anche le istituzioni, le associazioni e le imprese locali. Scopriamo gli argomenti cardine di questo evento.
Il 25 febbraio 2010 verrà premiato il vincitore della super-competizione ecologica di idee e progetti ecosostenibili che prende il nome di “Greener Gadget Competition“. Teatro della manifestazione sarà il McGraw-Hill Conference Center di New York, che vedrà sfidarsi 18 invenzioni utili sia per gli utenti che per l’ambiente. La curiosità è che sarà possibile votare direttamente online il progetto eco-friendly che reputano più divertente o curioso. Le idee in gara sono veramente interessanti e meritano di essere approfondite. Vediamo insieme la situazione attuale.

Ecolight, il Consorzio per il riciclo dei rifiuti elettronici, apre online il primo Museo del riciclo virtuale. Un’idea originale e volta a sostenere sia l’arte che un utilizzo consapevole dei rifiuti, in questo caso elettronici. Come anche sottolineato dallo stesso Walter Camarda, Presidente di Ecolight, che ha voluto commentare in questo modo l’iniziativa: “Creiamo un mondo più pulito, i rifiuti prendono nuova vita, diventano arte“. Una trentina di artisti hanno preso parte alla mostra, con un patrimonio complessivo di circa un centinaio di realizzazioni.

Per la serie “prodotti ecologici”, oggi parliamo delle eco-lampade. Il loro nome è “Joint Lamp” e sono punti luce da tavolo, da terra, abat-jour e non solo. Oltre a rispecchiare il migliore design italiano, sono fatte in cartone riciclato. Proprio così. La struttura è costituita da un “joint” (sistema ad incastro) che ne permette l’intercambiabilità. In ogni confezione si trovano inoltre 4 silhouette. L’impianto elettrico che permette all’oggetto di corrispondere luminosità, essendo posto all’interno della struttura, crea un gioco di luce dinamico e naturale. L’effetto è di un fascio luminoso che attraversa le fronde degli alberi.

Ancora una volta gli Stati Uniti si dimostrano all’avanguardia: pare infatti che un team di ricercatori dell’University of California stiano studiando un metodo per ricavare, sfruttando i meccanismi della fotosintesi clorofilliana, pannelli solari biodegradabili dalle foglie di tabacco. Anche se la strada per ottenerli è ancora lunga, poichè l’idea è agli albori e va sviluppata. Soprattutto, bisogna capire come ricavare l’energia elettrica da questi presunti “pannelli naturali“. Scopriamo qualche dettaglio in più.

Come svela la rubrica Jack di Tiscali, un’equipe di ingegneri dell’Università di Princeton hanno scoperto il modo per ricavare energia verde tramite i movimenti del nostro corpo. Basta correre o respirare per generare energia effettiva da impiegare su piccoli dispositivi come lettori MP3 e telefoni cellulari. Diventa così possibile, durante una sessione di footing, ricaricare il proprio piccolo apparecchio elettronico. Ma non solo: l’energia prodotta è efficace anche per dispositivi medici come i pacemaker. Ma cosa permette il passaggio da energia cinetica a energia elettrica? Scopriamolo insieme.