Rispettare l’ambiente è possibile anche seguendo alcune regole nella nostra alimentazione. E’ quello che emerge dalle ultime informazioni che provengono da parte della FAO, che ci spiega come mangiare gli insetti possa essere un’ottima pratica per una corretta tutela ambientale. Non dobbiamo infatti pensare che si tratta di una pratica completamente estranea alle abitudini alimentari dell’uomo, considerando che in molti Paesi del mondo sono tantissime le specie di insetti (si tratta addirittura di 1400 specie diverse) che la popolazione mangia regolarmente e che vengono considerate perfettamente commestibili.

E’ proprio così: pare infatti che le piante di spezie siano capaci di contrastare l’effetto serra. Una spruzzata di zenzero, ma anche un tocco di cumino e una spolverata di curcuma potrebbero infatti essere la chiave per ridurre i gas serra prodotti dagli animali da allevamento! La scoperta, condotta da ricercatori inglesi dell’ateneo di New Castle, la rivela uno studio pubblicato sulla rivista “Asian-Australasian Journal of Animal Sciences 2010“. Insomma, queste piante non donerebbero solo un tocco di gusto medio-orientale, ma sarebbero in grado di neutralizzare il metano prodotto dall’intestino animale.
Le energie rinnovabili per il riscaldamento non sono solo quelle provenienti dalle più comuni fonti di energia delle quali siamo abituati a sentire parlare spesso nei media. A Parigi infatti si sta sperimentando un nuovo principio che permetterà, se realizzato in modo positivo, di ottenere il riscaldamento degli edifici pubblici utilizzando addirittura il calore proveniente dalle fogne. Si tratta quindi di un passo in avanti verso lo sfruttamento di una nuova fonte di energia alternativa che sicuramente è abbastanza originale e che permetterà di ottenere calore dalle acque reflue delle fogne.
In tema di emissioni i gas serra possono essere ridotti partendo dall’alimentazione. È questa la conclusione a cui sono giunti gli studiosi dell’Istituto per la ricerca sull’impatto climatico di Potsdam, che hanno portato avanti sull’argomento una ricerca specifica. Gli scienziati hanno messo in evidenza che le emissioni di gas serra possono essere ridotte per mezzo del contenimento del consumo di carni e prodotti derivanti dalla lavorazione del latte e tramite il miglioramento delle pratiche agricole. La scoperta a cui sono giunti i ricercatori è veramente interessante.
L’effetto serra è causato, come sappiamo bene, dai pericolosi gas e dalle emissioni di CO2 che sono presenti sempre più spesso nel nostro pianeta. Un fenomeno che si deve tenere sotto controllo e del quale si parla frequentemente con la pubblicazione di diverse notizie che purtroppo non sono mai positive. L’ultima novità riguarda proprio la concentrazione di anidride carbonica nell’ambiente, un fenomeno che ha raggiunto dei valori molto elevati secondo quanto rilevato dal satellite Envisat, all’opera per raccogliere anche dati che riguardano il fenomeno della marea nera in Louisiana.
Le emissioni di gas serra causate dall’aria condizionata sono sempre un problema che maggiormente deve essere affrontato nel periodo estivo, quando aumenta in maniera spropositata l’utilizzo dei condizionatori all’interno delle nostre abitazioni per far raffreddare l’ambiente in cui ci troviamo. Ma come sappiamo bene più energia utilizziamo per far funzionare i condizionatori di casa, maggiori saranno le emissioni che danneggiano l’ambiente. Per questo motivo, oltre che per far abbassare il costo della bolletta, è utile adottare dei semplici accorgimenti anche per rispettare la natura e il nostro pianeta.
L’energia eolica può trovare varie applicazioni, ma sicuramente molto originale e interessante è l’uso che intendono farne alcuni ricercatori del Minnesota, che stanno sperimentando un innovativo sistema per sfruttare l’energia del vento in modo da mettere a punto dei fertilizzanti, che potranno essere impiegati soprattutto per le piantagioni di mais e frumento. Si tratta di un sistema con un ridotto impatto ambientale, che non immetterà nell’ambiente nessun genere di emissioni di carbonio. Un modo molto ingegnoso, che non trascura di rispettare l’ambiente.
Questa è una curiosità che vale la pena di essere approfondita. Lo sapete che è possibile capire quanto le nostri abitudini alimentari gravino sull’ambiente? Magari la cosa può importare seriamente a pochi di voi, in realtà, sarebbe opportuno andare a fondo nella questione poichè i nostri pasti possono generare dannose emissioni di gas serra (fino a un terzo della scala mondiale) e influire sul riscaldamento globale. E’ giusto poter scoprire anche se esiste un modo per inquinare meno, senza necessariamente fare lo sciopero della fame (ci mancherebbe!). Naturalmente, la soluzione esiste, basta prenderne piena consapevolezza.
In tema di emissioni di gas serra David Cameron, il Primo Ministro della Gran Bretagna, ha affermato il suo impegno relativo alla loro riduzione del 10% entro un periodo di 12 mesi. Cameron ha espressamente dichiarato la sua intenzione di fare in modo che il suo sia il governo più verde di sempre. Il tutto dovrebbe portare ad un’azione concreta per creare una economia che preveda un basso contenuto di carbonio. È questo il senso dell’intervento che il Primo Ministro ha fatto davanti ai membri del Dipartimento dell’Energia e dei Cambiamenti Climatici.

Ieri, a Roma, è stato presentato il report con i dati relativi al Protocollo di Kyoto che vede coinvolta l’Italia. La relazione, presentata all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), tiene conto dei valori riguardanti le emissioni di gas serra negli anni 2008 e 2009. Riccardo De Laurentis, curatore del report e responsabile della realizzazione dell’inventario nazionale, ha precisato che sebbene il livello prestabilito non sia stato raggiunto (6,5%), comunque il nostro Paese è degno di merito per aver ridotto le emissioni di gas serra.
Smentite incredibilmente le affermazioni che volevano le bistecche nemiche dell’ambiente. La scoperta rivela che il consumo di carne e di altri cibi derivati dai bovini non costituiscono un problema per il nostro clima in costante allerta. Un report reso noto da Frank Mitloehner dell’uniersita’ di Davis durante il 29° Meeting della American Chemical Society di San Francisco ce lo suggerisce. Insomma, anche i più ostinati ecologisti dovranno ricredersi: il consumo di carne non comporta un peso insostenibile per il nostro pianeta. Della serie “c’è -molto- di peggio“!

Al di là dello scopo principale per cui sorgono (cioè, il profitto), alcune realtà industriali adottano delle politiche aziendali ecologiche per evitare quanto più possibile un grande impatto ambientale. Ci sono poi aziende che, oltre a fare questo, si impegnano attivamente nello studio e nella ricerca di nuovi metodi perfomanti per la tutela dell’ambiente. Tra questo c’è Magigas, che negli ultimi anni si è distinta per essere l’azienda italiana più attiva (sicuramente in territorio italiano, ma pensiamo anche a livello europeo) per la realizzazione e lo sviluppo di carburanti a base di Bioetanolo utilizzabili nell’ambito delle corse sportive.
Il Presidente brasiliano Lula, tramite un decreto legislativo, ha chiesto alla propria nazione la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. Si parla di tagliare le emissioni nocive del 39% entro il 2020. Una richiesta importante ed ambiziosa che ha raccolto il plauso delle associazioni ambientaliste. Nel disegno di legge approvato, però, il Presidente ha posto dei veti su tre condizioni proposte al suo interno. Vediamole insieme.
Energy [R]evolution Italia, il prospetto prodotto da Greenpeace grazie al supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), spiega come il nostro Paese possa raggiungere l’obiettivo più ambizioso per il nostro clima (e per evitare il disastro naturale). Sostiene infatti che per l’Italia sia possibile tagliare le emissioni di gas serra del 70% entro il 2050 (rispetto al 1990), rispetto ai livelli registrati nel 1990. E tutto questo è possibile, rimarcano, senza bisogno del nucleare. Leggiamo insieme questi interessanti sviluppi.