
In merito allo stato di salute delle acque costiere e, più in generale, sul livello di inquinamento del mare, l’European Environment Agency ha avuto modo di pubblicare il Rapporto sulle acque di balneazione, un report periodico che fa il punto sulla qualità dell’acqua (mari, laghi e fiumi) dei Paesi europei. Un report che ha dato l’occasione a Legambiente per puntualizzare sulla situazione critica in cui verterebbero i mari italiani.

Risparmiare denaro e contenere fortemente il nostro impatto ambientale per ciò che concerne il consumo d’acqua frizzante, è un duplice obiettivo da tempo conseguibile attraverso i gasatori domestici, particolari dispositivi ad anidride carbonica che consentono a chiunque di noi di poter rapidamente ottenere una bottiglia di acqua frizzante, semplicemente versando nello stesso gasatore dell’acqua naturale, anche da rubinetto.

Si chiama Eye On Earth e, a voler essere eccessivamente semplicistici, si tratta di una sorta di Google Earth con un tocco ambientalista particolarmente spiccato. Il progetto è infatti una piattaforma di comunicazione bidirezionale (così viene definito nel proprio sito web ufficiale) che unisce alle informazioni scientifiche sulla qualità dell’aria e delle acque, i commenti di milioni di utenti.

In tempi in cui le notizie sul mondo del mare sono purtroppo catalizzate dal dramma che sta colpendo buona parte degli Stati Uniti, ci piace segnalare anche qualche dato positivo circa lo sviluppo di progetti dal potenziale davvero elevato, e rappresentati in questo post dalla realizzazione di un impianto che riesce a ricavare energia elettrica sfruttando il movimento delle maree in mare aperto.

La marea nera che ha causato un disastro ambientale dalle enormi conseguenze nel Golfo del Messico continua a far sentire i suoi effetti. Il petrolio continua a fuoriuscire e, secondo recenti stime, la quantità di petrolio riversate nelle acque del mare è pari a più di sei milioni di barili. Nel frattempo continuano le operazioni che dovrebbero portare al recupero del petrolio fuoriuscito, anche se appare molto difficile riuscire a contrastare il problema con le adeguate misure, per contenere quella che appare come una vera e propria catastrofe ambientale.

Oggi è un grande giorno per l’ambiente: in tutto il mondo si festeggia la Giornata Mondiale dell’acqua, come indetto dall’ONU a partire dal 1993. Un giorno, questo 22 marzo, utile a farci riflettere (soprattutto dopo il corteo di Roma sulla privatizzazione dell’acqua). Il tema di quest’anno si chiama “acqua pulita per un mondo sano” e si riferisce in particolare alle sorti delle acque reflue: infatti, annualmente in tutto il mondo ne vengono prodotte e sprecate qualcosa come 1.500 chilometri cubi. Queste acque di scarto invece potrebbero tornare davvero utili (ovviamente dopo trattamenti di sanificazione). Come? Scopriamolo insieme.
Ieri, in concomitanza con un’altra importante manifestazione del Governo a Roma, si è svolto un maxi-corteo in favore della liberalizzazione dell’acqua. Un grido lanciato nel cielo da 200mila persone che si sono riunite -da tutta Italia- per manifestare contro l’ingiustizia rappresentata dalla privatizzazione delle reti idriche nazionali. A questo corteo, assolutamente gioioso e pacifista, giunto fino a Piazza Navona hanno partecipato così tante persone da superare abbondantemente i cittadini riunitisi a Roma per il comizio del Premier in previsione delle Regionali. Perchè i problemi del Paese vengono prima di tutto.
La Toscana strizza l’occhio all’acqua del rubinetto. Secondo una recente stima, circa il 40% dei toscani consuma con frequenza quotidiana l’acqua di casa proveniente dai rubinetti domestici. Entusiasta di questa scoperta è Alfredo di Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, che ha commentato così la ricerca: ”L’abitudine di bere l’acqua di casa si sta consolidando tra i toscani. E’ una bella notizia non solo per l’ambiente ma anche per le aziende di gestione del servizio che vedono premiati anni di attivita’ volti a migliorare la qualità del servizio e dell’acqua che arriva nelle nostre case”.
Quiksilver e Roxy uniscono le forze in favore dell’ambiente. Marzo è il mese in cui i due gruppi hanno scelto di portare avanti la campagna europea per la sensibilizzazione alla tutela e al rispetto delle risorse idriche. I due brand di grande fama nel mondo dell’ecodesign e del management ambientale vogliono sfruttare al meglio la propria popolarità nel settore per avvicinare anche i giovani professionisti a questa importante comunicazione ambientale. “NO WATER SUCKS” (letteralmente, “la mancanza di acqua fa schifo”) è il messaggio che Quiksilver e Roxy si impegnano a divulgare.