Capri è di nuovo nell’occhio del ciclone. Almeno, di quello ambientale. La piccola perla del Mar Tirreno da qualche mese a questa parte è stata in prima pagina per episodi, ahimè, deplorevoli. La sua immagine limpida di oasi incontaminata, purtroppo, sta lentamente svanendo. Perchè? Stamattina è stata reso nota alla stampa la notizia che riguarda il sequestro di un’area dalla superficie di 2mila mq in località Gasto. In questa zona, infatti, è stato scoperto un sito adibito allo stoccaggio di scarti di materiali provenienti dall’edilizia, oltre che deposito di rifiuti speciali nonchè pericolosi. Una vera discarica a due passi dal mare.

Si è conclusa sabato la seconda edizione del contest ecosostenibile internazionale “Rifiuti in cerca d’autore” che ha premiato, a Salerno, l’opera ecologica migliore. Vincitore del premio Ecolight è stato Giancarlo Aliberti, che ha senza dubbio sbaragliato la concorrenza (anche se tosta). L’opera ecosostenibile ha vinto il premio Raee per i rifiuti elettrici ed elettronici. Un’opera che ha saputo coniugare l’arte al rispetto ambientale, tanto da essere stata meritevole del riconoscimento più ambito. Scopriamo insieme come si è svolta la premiazione.
Alzi la mano chi di noi automobilisti non ha mai dovuto fare una brusca manovra per schivare un sacchetto della spazzatura mentre guidava. Purtroppo la maleducazione legata ai rifiuti, spesso sparpagliati ai bordi delle strade o addirittura ammucchiati nelle piazzole di sosta che costeggiano le infrastrutture, è un problema che attanaglia noi italiani. Lo rivela il Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, che per tale argomento si è reso molto propositivo: urge una norma che punisca in maniera seria e definitiva gli automobilisti più maleducati.
Lo scorso 19 luglio si è sviluppato un violento incendio in un’azienda, la Seab, che si occupa di smaltire rifiuti speciali. Il WWF richiama l’attenzione sulla disorganizzazione nella gestione dell’incidente da parte delle autorità locali.
Il Telegraph riporta che dal 2010 tutti i modelli di cellulare avranno un unico, identico, caricabatterie. Nello sforzo di ridurre al minimo la produzione di rifiuti elettronici, l’Unione Europea ha fatto pressione su diversi produttori che hanno aderito alla commercializzazione di un caricatore unico.
Anche l’elettronica produce i suoi rifiuti. A loro si dà il nome di RAAE: Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. E sono soggetti ad una normativa particolare.