Il Natale si avvicina, ma a Palermo non sembra essere il pensiero principale. L’emergenza rifiuti ha portato la città siciliana nel completo caos. Circa 1000 dei 1700 operai della Amia S.p.a., l’ex azienda municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti nella città isolana, hanno deciso di scioperare e con loro, quindi, anche il servizio ai cittadini. Inutile descrivere la scena: spazzatura ovunque, sacchi dell’immondizia accatastati per le strade, grandissimo disagio. Una scena che ricorda da vicino quanto successo a Lecce.
Lecce: abbandonata a sè stessa. Le immagini che proponiamo nelle fotogallery mostrano una situazione di ordinario degrado nella cittadina pugliese. Montagne di rifiuti accatastati negli angoli, abbandonati davanti ai portoni per giorni e giorni. Una scena che ricorda molto da vicino il problema dei rifiuti di Napoli. La maggior parte degli scarti sono vetro, plastica e lattine. Cataste di spazzatura, proprio ad una manciata di metri dalla Basilica di Santa Croce. Bisogna fare qualcosa!
I rifiuti urbani rappresentano un problema che coinvolge un pò tutta la nostra penisola. Mentre il Sud Italia arranca, il Nord si distingue invece per il virtuosismo della propria gente e delle proprie amministrazioni. In particolare, su questo tema vediamo il crescente miglioramento del Piemonte.
La Nuova Ecologia riporta una notizia dell’Ansa secondo la quale la città de L’Aquila, dopo l’emergenza sisma, è ora alle prese con il problema dei rifiuti.
La Nuova Ecologia riporta i dati dell’ultimo convegno di Legambiente a Milano sugli obiettivi 20/20/20 (meno 20% di emissioni di CO2, più 20% di energie rinnovabili, più 20% di efficienza energetica): attraverso il biometano si potrebbe coprire il 10% del consumo di gas.
Malagrotta, con i suoi 140 ettari e le 4.500 tonnellate di rifiuti, è la discarica più grande d’Europa. Ed un nodo di difficile risoluzione per la capitale, oltre a non essere conforme alle regole fissate dalla UE.
Eco dalle Città riporta alcuni dati, che fanno riferimento al 2007, resi noti dalla Camera di Commercio di Milano in cui emerge che il capoluogo lombardo sta facendo sempre meno ricorso alle discariche. Milano ricicla e produce compost.
L’incubo dei rifiuti a Napoli sembra non avere fine. Non che si pensasse che la controversa apertura del termovalorizzatore di Acerra potesse risolvere tutti i problemi. Anzi, semmai ne ha portati degli altri tanto è vero che l’agenzia Reuters a fine maggio riportava che le emissioni di polveri sottili prodotte dal termovalorizzatore hanno superato la soglia consentita dalla legge: 50 microgrammi/metro cubo.
Il mese scorso se n’era fatto un gran parlare. Il 26 marzo, alla presenza di diverse cariche dello Stato, era stato inaugurato il controverso termovalorizzatore di Acerra che nelle intenzioni del Governo e dei fautori dell’uso degli inceneritori avrebbe dovuto contribuire a smaltire le tonnellate di rifiuti che sommergono la Campania.