
Greenpeace, una delle associazioni più attive sul fronte ecologista, lancia un nuovo allarme in materia di inquinamento: la normativa che prevede il ritiro gratuito c.d. “uno-contro-uno” dei rifiuti elettronici, altamente dannosi per l’ambiente, viene troppo spesso disattesa dai negozianti, che – a volte per disinformazione, a volte per negligenza – non adempiono alle disposizioni legislative, contribuendo a rendere più grave l’impatto ambientale del settore high-tech.
Legambiente ha pubblicato un rapporto relativo ai rifiuti tossici e al loro smaltimento in Lombardia. Si tratta di una situazione molto preoccupante che mette in luce delle pratiche di smaltimento illecito dei rifiuti pericolosi raccolti in Campania. Il rapporto “Ecomafia in Lombardia” descrive una situazione molto critica soprattutto nella provincia di Brescia, dove una grande quantità di rifiuti pericolosi e sostanze tossiche è arrivata nel corso degli ultimi anni, in particolare durante il 2009, quando si sono registrate 855 infrazioni di questo tipo, che risultano sicuramente molto dannose per una corretta tutela dell’ambiente.
In tema di riciclaggio ci sono vari usi creativi che è possibile mettere in atto con i floppy disk. In effetti si tratta ormai di elementi elettronici, che difficilmente usiamo, anche perché non sono più supportati dai computer di nuova generazione. Piuttosto che buttarli, possiamo attuare strategie di riciclo, anche perché comunque si tratta di rifiuti elettronici, i quali, se non vengono smaltiti nel modo più appropriato, possono arrecare danni all’ambiente. Ci sono diversi modi, per trasformare questi oggetti non più utilizzati in accessori piuttosto utili.
Per i rifiuti elettronici le regole entro il 2016 si faranno più severe. É questa l’intenzione manifestata dal Parlamento europeo che vuole più rigore in materia di raccolta di rifiuti elettronici. Queste norme più rigide dovrebbero coinvolgere anche le operazioni di riciclaggio, in modo che si possa procedere nella maniera migliore nello smaltimento di materiali che possono essere anche ingombranti e piuttosto pericolosi per la salvaguardia dell’ambiente. Un vero problema, se si considera che molti rifiuti di questo genere finiscono nelle discariche abusive.
Capri è di nuovo nell’occhio del ciclone. Almeno, di quello ambientale. La piccola perla del Mar Tirreno da qualche mese a questa parte è stata in prima pagina per episodi, ahimè, deplorevoli. La sua immagine limpida di oasi incontaminata, purtroppo, sta lentamente svanendo. Perchè? Stamattina è stata reso nota alla stampa la notizia che riguarda il sequestro di un’area dalla superficie di 2mila mq in località Gasto. In questa zona, infatti, è stato scoperto un sito adibito allo stoccaggio di scarti di materiali provenienti dall’edilizia, oltre che deposito di rifiuti speciali nonchè pericolosi. Una vera discarica a due passi dal mare.
L’alone di mistero che avvolge il sabotaggio di Villasanta forse è destinato a dissolversi. E’ di stamattina la notizia che sono state rinvenute tracce di DNA (sudore, per la precisione) su una torcia ritrovata in prossimità della scena del crimine. Questa preziosa prova è stata abbandonata proprio dal sabotatore, colui che ha contribuito a far fuoriuscire ingenti quantità di idrocarburi dalle cisterne della ex azienda petrolifera “Lombarda Petroli“, come ben ricorderete, il 23 febbraio scorso. Ma gli inquirenti sostengono che il delinquente non abbia agito da solo.
Alzi la mano chi di noi automobilisti non ha mai dovuto fare una brusca manovra per schivare un sacchetto della spazzatura mentre guidava. Purtroppo la maleducazione legata ai rifiuti, spesso sparpagliati ai bordi delle strade o addirittura ammucchiati nelle piazzole di sosta che costeggiano le infrastrutture, è un problema che attanaglia noi italiani. Lo rivela il Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, che per tale argomento si è reso molto propositivo: urge una norma che punisca in maniera seria e definitiva gli automobilisti più maleducati.
Purtroppo non è stato possibile bloccare la marcia del petrolio lungo le acque del Lambro: il liquido tossico si è già riversato nel fiume Po. Al momento la macchia si è estesa oltre il tratto piacentino. Ora che il danno è fatto -anche se si cerca in tutti i modi di contenerlo- si cerca di individuare le dinamiche. Intanto, ha fatto scalpore il fatto che l’azienda “Lombarda Petroli” abbia rallentato le operazioni di contenimento, peggiorando la situazione. E spunta una richiesta inoltrata lo scorso anno per uscire dall’elenco di aziende vincolate dalla normativa Seveso. Forse per eludere manutenzione e controlli, ma perchè? Il mistero s’infittisce.
Pochi giorni fa, nella bassa Brianza, è avvenuto un disastro ambientale degno -purtroppo- di nota. Infatti nella notte di martedì alcuni delinquenti hanno sabotato i collettori di collegamento di alcune cisterne di proprietà della Ex raffineria “Lombarda Petroli” di Villasanta (Monza). L’episodio, gravissimo, ha causato la fuoriuscita di 10milioni di litri di petrolio e olio combustibile che, inevitabilmente, si sono riversati nel vicino fiume Lambro. Solo in tarda mattinata si è riuscito a chiudere i rubinetti. Quando ormai il peggio era già avvenuto. Allo stato attuale, la macchia di petrolio ha già raggiunto il delta del Po.

Le sigarette, croce e delizia per molti italiani e non, si rivelano essere pericolose per l’ambiente. Per molteplici aspetti: inquinano l’aria, inquinano il suolo, e minacciano la salute degli esseri umani. Le sigarette contengono un mix letale di sostanze chimiche (circa 4.000) ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e, addirittura, cancerogena. Il cosiddetto “filtro“, dopo aver fumato, cattura buona parte di queste sostanze rendendo contaminante il mozzicone. Che, nel peggiore dei casi, finisce per terra o in mare.
Secondo quanto riportato dall’Agi, a Milano è stata sequestrata una discarica abusiva in cui tra le altre cose venivano stipati rifiuti elettronici da essere poi inviati illegalmente in Africa.
Il Messaggero.it riporta una notizia inquietante: nella discarica di Chiaiano, a Napoli, è stato sequestrato un carico di rifiuti radioattivi destinati allo smaltimento.
Modus Vivendi riporta un articolo comparso su Le Monde in cui la Francia, in occasione della conferenza di Nancy sui rifiuti nucleari, si interroga sul problema annoso delle scorie radioattive.