Inquinamento Mare

L’Unione Europea si tutela dai disastri ambientali con una nuova legge

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L’Unione Europea cerca di tutelarsi verso nuovi disastri ambientali che riguardino l’inquinamento del mare, delle coste e del territorio causato dal petrolio: dopo il caso del Golfo del Messico, è preciso scopo dell’ente internazionale quello di tutelare la propria area di competenza da trivellazioni pericolose.

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I mari inquinati dalle microfibre sintetiche, una minaccia per la biodiversità marina

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Quando si parla di mari inquinati, non si pensa alle microfibre sintetiche, eppure queste costituiscono una minaccia per la biodiversità marina. A dimostrarlo è stato uno studio dell’University College di Dublino, che ha preso in considerazione vari ambienti naturali marini in tutto il mondo. I risultati della ricerca sono stati evidenti in termini di inquinamento del mare. Il tutto è imputabile ai lavaggi in lavatrice, che finiscono con lo scaricare nel mare una grande quantità di fibre sintetiche, che si staccano dai capi di abbigliamento, determinando un impatto ambientale molto forte.

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Inquinamento del mare: il nuovo dramma dell’Oceano Pacifico

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È ancora il disastro di Fukushima a creare problemi al Pianeta Terra: ora il problema riguarda l’inquinamento del mare, in particolare l’Oceano Pacifico. La questione riguarda le tonnellate di rifiuti che rischiano di finire abbandonate lungo la West Coast e soprattutto di distruggere le bellissime spiagge delle Hawaii.

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Commissione Europea: la bonifica ambientale la paga chi commette il danno

Gulf Oil Spill

La Commissione Europea sta per portare alla luce un principio sacrosanto: la bonifica ambientale sarà infatti a carico di chi commette il danno. Visti tutti gli incidenti recenti che hanno causato gravi disastri ambientali -con particolare riferimento al Golfo del Messico- si è deciso di prendere in seria considerazione il principio secondo cui chi inquina è chiamato anche ad esserne responsabile economicamente.

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Disastro ambientale in Italia? Anche per il Ministero dell’Ambiente saremmo pronti ad affrontarlo

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E se dovesse avvenire un disastro ambientale anche in Italia? Dopo la dispersione dell’oro nero in Nuova Zelanda e altre recenti tragedie, la paura che ciò possa avvenire anche nel nostro territorio è sempre più forte. Il Ministero dell’Ambiente dice che nell’eventualità l’Italia sarebbe perfettamente in grado di affrontare l’emergenza.

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Green Peace denuncia problemi per alcuni animali marini, in particolare cetacei, in Liguria

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Alcuni simpatizzanti di Green Peace, una delle più popolari associazioni per l’ambiente, hanno voluto sottolineare alle istituzioni lo stato di alcuni animali marini, come i cetacei, che vivono un momento di forte difficoltà. Il santuario dei cetacei, infatti, è passato dall’essere un luogo di protezione degli animali al diventare uno spazio minaccioso per la loro vita, a causa dei forti livellidi inquinamento.

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La marea nera in Nuova Zelanda secondo la testimonianza di un pescatore

La marea nera in Nuova Zelanda rappresenta un vero disastro ambientale, che ha messo a rischio un intero ecosistema. La barriera corallina è stata duramente colpita, il petrolio ha invaso le acque e le spiagge, mettendo in pericolo molti animali marini. Una catastrofe ecologica che forse avrebbe potuto essere evitata, ma che invece ha messo a dura prova la sostenibilità ambientale. Ed esplode la rabbia, si fanno sentire le reazioni, anche della gente comune, che non intende restare in silenzio di fronte a danni ambientali di questa portata. Ne va del beneficio per l’intera collettività.

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Disastro ambientale in Nuova Zelanda: la nave cargo rischia di affondare

Il disastro ambientale della Nuova Zelanda sembra diventare sempre più allarmante: la nave cargo incagliata sulla barriera corallina rischia ora di affondare. Sono già più di 300 le tonnellate di petrolio sversate in mare: il mondo si prepara dunque ad una nuova marea nera dagli effetti ambientali devastanti.

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L’oro nero causa un nuovo disastro ambientale: è la volta della Nuova Zelanda

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Ancora un disastro ambientale causato dall’oro nero: stavolta è la Nuova Zelanda il teatro di questa nuova tragedia ecologica. Gli esperti dicono che questo potrebbe diventare un vero e proprio dramma marino, anche a causa della forza delle correnti che recentemente si agitano nella zona.

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Dopo il danno ambientale causato dall’oro nero, la Btp torna sul luogo del disastro

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Impossibile dimenticare il danno ambientale compiuto dalla compagnia petrolifera Btp durante l’estrazione dell’oro nero nel Golfo del Messico: il dramma, a cui è conseguito un inquinamento ambientale terribile, non è ancora dimenticato e già la Btp torna nel Golfo del Messico annunciando un’importante scoperta.

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L’impatto ambientale a Fukushima con il pericolo radioattività in mare

L’impatto ambientale a Fukushima continua farsi sentire con tutte le conseguenze che è possibile rintracciare in seguito al terremoto in Giappone e al disastro nucleare che ne è seguito. Sono state fatte ancora delle analisi per cercare di comprendere fino in fondo il livello di radioattività presente nelle acque del mare. I risultati sono preoccupanti, visto che il materiale radioattivo riscontrato è pari ad una quantità superiore di tre volte rispetto a ciò che si pensava. Un elemento non trascurabile per i pericoli che potrebbe comportare in termini di salute e di sostenibilità ambientale.

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Il Mar Mediterraneo pieno di rifiuti recuperati da Greenpeace

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Nei fondali del Mar Mediterraneo è presente una grande quantità di rifiuti, che mettono seriamente a rischio la sostenibilità ambientale, determinando un livello di inquinamento delle acque consistente. Greenpeace si è occupata della questione, mettendo in evidenza come stiamo assistendo ad un impatto ambientale molto forte, le cui conseguenze non tardano a farsi sentire. Tra la spazzatura trovata in fondo al mare c’è proprio di tutto: bottiglie di plastica, scarpe, lattine e molti altri oggetti di vario genere. Non mancano gli elettrodomestici o gli apparecchi elettronici non più utilizzati.

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Fra gli animali strani i pesci ermafroditi: una conseguenza dell’inquinamento

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Fra gli animali strani vanno inclusi anche i pesci ermafroditi, i quali possono essere considerati una conseguenza dell’inquinamento a cui sono soggette le acque. In particolare il fenomeno di questi particolari pesci si riscontra nel fiume francese della Dore e interessa nello specifico i gobioni. La causa dell’ermafroditismo è da rintracciare negli scarichi delle acque, che contengono sempre di più droghe e farmaci utilizzati dagli essere umani. Una questione che certamente è destinata a far discutere in termini di sostenibilità ambientale e in termini di tutela della salute.

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L’oro nero mette a rischio le Isole Egadi? Dubbi sul ruolo della famiglia Prestigiacomo

oro nero isole sicilia

L’oro nero e la sua ricerca può spingersi fino alle Isole Egadi: è questo che temono i siciliani, preoccupati soprattutto dagli affari della famiglia Prestigiacomo. I dubbi riguardano la capacità di una corretta supervisione del Ministro dell’Ambiente per la concessione dei permessi delle aree dove trivellare, dato che al momento risultano almeno più di quaranta richieste pendenti.

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Nuovo disastro ambientale peggiora l’inquinamento del mare: petrolio in Scozia

Foto: Disastro ambientale nel mare del Nord

Un nuovo disastro ambientale si abbatte su un ecosistema delicato, messo a rischio dall’inquinamento del mare. Una nuova marea nera invade il Mare del Nord, sul lato est della Scozia. La compagnia petrolifera Shell, responsabile del fatto, minimizza e non è in grado di affermare quando sarà fermata la fuoriuscita.

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