
C’è chi, per avere chilometri di spiagge, è disposto a tutto. Anche a ottenere la sabbia in maniera illegale. E’ ciò che sta accandendo con Singapore, città-Stato asiatica che necessità di quantità immense di sabbia per poter estendere le proprie battigie. Dopo l’approvazione legislativa del divieto di esportazione imposto a Indonesia, Vietnam e Cambogia, quella che per molti anni è stata una pratica comune è di recente diventata un’azione da contrabbandieri: tra raid notturni, mazzette e sotterfugi. Il primo a far partire la denuncia è stato il “The Daily Telegraph” a causa dei rischi ambientali che ne deriverebbero.
Greenpeace non è nuova a questo genere di iniziative provocatorie. Stavolta, e sempre per manifestare il proprio dissenso nei confronti del nucleare, ha distribuito ieri in 23 città italiane confezioni di finte pillole allo iodio. Per chi non lo sapesse, le pastiglie contenenti iodio vengono date alle popolazioni per riassorbire gli eventuali danni derivati dal nucleare. Ad accompagnare le confezioni di Nuclease65 c’erano foglietti informativi sulle possibili cause del nucleare ed effetti sulla salute delle persone. E per Greenpeace è giusto informare più cittadini possibile.

Greenpeace ha diffuso un rapporto in Cina, evidenziando una cruda e triste realtà: l’Indonesia è da trent’anni vittima delle distruzioni delle sue foreste, perpretrate da una cartiera multinazionale. il gruppo Asia Pulp & Paper (APP), appunto, è il principale indagato di questo sterminio. Per colpa di quest’azienda, che espande le proprietà e scaccia gli indigeni indonesiani che vi abitano, minacciando anche la sopravvivenza di specie animali e vegetali in via di estinzione (vedi specie protette come l’orangutan e i pochi esemplari di tigre di Sumatra ancora in vita, che vedono distrutti i propri habitat), senza contare l’effetto su scala globale dei mutamenti climatici.
La notizia è alquanto bizzarra: il Governo di Giakarta, in Indonesia, ha dato il via libera per le adozioni (non a distanza, bensì al proprio domicilio!) di un esemplare di tigre di Sumatra. Per chi non si accontenta di un micetto! Adottando una tigre indonesiana, oltre ad avere un animale assolutamente originale, permetterete di salvare la specie dall’estinzione -o almeno, così sostiene il Governo indonesiano. Peccato soltanto che l’acquisto di una tigre comporti un esborso notevole, nell’ordine delle centomila franchi! Per i più preoccupati (e facoltosi) animalisti, quindi, mano sul cuore e sul portafogli: un esemplare di questo splendido felino potrebbe essere vostro.
Greenpeace, come ogni trimestre, ha presentato il report sulle politiche aziendali ecologiche adottate dai colossi della tecnologia. A questo round, come in passato, Nokia si conferma in pole position. Bene anche Sony Ericsson, Toshiba, Philips e Apple. Sbalordisce giapponesi e non lo scrutinio destinato alla Nintendo: bocciata. La risposta da parte della multinazionale nipponica non si è fatta attendere, affermando che Nintendo Wii è “la console più efficiente di questa generazione” e che “il design del DS è stato migliorato per portare al minimo il consumo energetico“.
E’ fresca la notizia dello speronamento dell’imbarcazione “Ady Gil” di proprietà degli ambientalisti australiani impegnati alla lotta contro la caccia ai cetacei da parte delle flotte giapponesi. Il trimarano ultra-rapido ha riportato danni gravissimi in seguito allo scontro con un peschereccio nelle acque dell’Antartico. La denuncia parte proprio dagli ambientalisti di Sea Shepherd, associazione contro l’uccisione delle balene (a cui è collegata una moratoria internazionale in vigore dal 1986, che i giapponesi però sembrano ignorare o, peggio, bypassare con una scusante legata alla cattura di esemplari per scopi scientifici).
La strage degli animali (purtroppo) continua. Anche stavolta c’è di mezzo l’uomo, un pò come la vicenda nostrana capitata nel Gargano con i capidogli. Qui invece si parla della Nuova Zelanda e della morte di ben 125 cetacei tra ieri e l’altro ieri. Numeri da record e tristemente macabri. Per fortuna, l’intervento tempestivo di alcune decine di volontari ha evitato il peggio e circa 60 balene sono riuscite a scampare da una fine certa.
La notizia arriva da Copenhagen, durante questi giorni di Vertice ONU: i Paesi africani hanno preso la decisione di abbandonare il negoziato per protesta. Quasi un fallimento per questa Conferenza dalla quale ci si aspettava grandi cose. Tutto questo perchè i Paesi più industrializzati hanno disatteso gli impegni presi, in particolare per quanto riguarda i finanziamenti e l’assistenza tecnologica per ridurre i gas serra. Sulla medesima scia africana è anche Greenpeace, che chiede un risollevamento delle sorti di questo Summit e l’applicazione concreta di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto.
La proposta della Lega Nord è stata accolta, sì, ma le polemiche non si sono fatte attendere. Greenpeace si è dimostrata molto contrariata dall’innalzamento del limite di velocità in autostrada: 150 km/h, esclusivamente per automobili di grossa cilindrata. Andrea Lepore, responsabile della campagna Trasporti e Clima di Greenpeace, dice la sua a riguardo: “Consentire un aumento della velocità massima a 150 km/ora in alcuni tratti, oltre agli aspetti legati alla sicurezza, implica anche un aumento delle emissioni di CO2, direttamente legate ai consumi“.
Questa produzione arriva oggi 10 dicembre 2009 nelle sale del Cinema Auditorium Stensen di Firenze alle ore 21:00. Proprio durante i sei giorni del Vertice sul Clima di Copenhagen. Un motivo ci sarà. Infatti, nulla è lasciato al caso: “The Age of stupid“, ovvero “L’era degli stupidi”, è un film di Franny Armstrong che parla proprio dell’uomo (in via d’estinzione!) e del pianeta ormai in declino in un’ottica futuristica. Alla fine della proiezione, è previsto un seminario dal titolo “Cambiamenti Climatici: come stiamo cambiando il clima, cosa dobbiamo fare” con Guido Scoccianti, Consigliere Nazionale WWF Italia e Francesco Francisci del WWF Toscana.
Energy [R]evolution Italia, il prospetto prodotto da Greenpeace grazie al supporto tecnico dell’Istituto di Termodinamica del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), spiega come il nostro Paese possa raggiungere l’obiettivo più ambizioso per il nostro clima (e per evitare il disastro naturale). Sostiene infatti che per l’Italia sia possibile tagliare le emissioni di gas serra del 70% entro il 2050 (rispetto al 1990), rispetto ai livelli registrati nel 1990. E tutto questo è possibile, rimarcano, senza bisogno del nucleare. Leggiamo insieme questi interessanti sviluppi.
Gli attivisti di Greenpeace ce l’hanno fatta. Sembrerebbe infatti che la notizia diffusa dal Ministro per le foreste dell’Indonesia, Zulkifli Hasan, abbia revocato le concessioni per il taglio e la conversione forestale alla multinazionale April nella penisola di Kampar.
E’ proprio così: a gran voce, l’organizzazione Greenpeace chiede a tutti i cittadini italiani di sottoscrivere sul suo sito una petizione per far sì che il Presidente del Consiglio Berlusconi partecipi alla Conferenza di Copenhagen, vertice delle Nazioni Unite sul clima. Accetterà la sfida?