
Secondo quanto riferisce una nuova ricerca condotta dal Lawrence Livermore National Laboratory, nel 2009 negli Stati Uniti la popolazione avrebbe consumato più energia rinnovabile di quanto fosse avvenuto nel precedente 2008, e nonostante il consumo generalizzato di energia sia fortemente calato a causa della crisi economico finanziaria che ha colpito gran parte del pianeta.

La giapponese Sumitomo Corporation ha annunciato di aver concluso un accordo con la China Datang (una delle principali compagnie ad operare nel settore dell’energia eolica cinese), al fine di progettare nuovi parchi eolici e nuovi impianti di sfruttamento di altre energie rinnovabili, che prenderanno piede in maniera prevalente nel Paese asiatico, e in un secondo momento in altre nazioni interessate da tali investimenti esteri.
In tema di eolico marino piuttosto interessante appare l’intenzione di creare il primo parco galleggiante in Scozia. Si tratta di un progetto che non va sottovalutato, soprattutto per le innovazioni che esso comporta dal punto di vista tecnico e strutturale. L’iniziativa si rivela fondamentale anche per il fatto che è in grado di determinare il superamento delle difficoltà fino ad ora riscontrate nello sfruttamento dell’energia eolica in mare. Bisogna infatti ricordare che i piloni hanno bisogno di essere appoggiati sui fondali marini, in modo che non si capovolgano.

È in arrivo la prima centrale al mondo con turbine galleggianti, il prototipo di Hywind installato circa 2 anni fa ha dato risultati che sono andati oltre ciò che ci si poteva aspettare; il nuovo sistema accontenta tutti, dagli investitori, all’ambiente, agli ecologisti, una soluzione ideale per contrastare uno dei maggiori problemi legati all’eolico, l’estetica del paesaggio.

L’energia dal mare più affidabile di solare ed eolico, è questo il risultato di uno studio realizzato da Frost & Sullivan secondo cui l’energia che si ricava dal moto ondoso, dalle maree e dalle correnti ha una potenzialità doppia rispetto all’energia nucleare che si produce attualmente; attenzione però, servono ancora 5-10 anni affinché si abbassino i costi di queste tecnologie e rendere così l’energia marina concorrenziale.

In Australia vengono confermati i piani di realizzazione dell’impianto eolico più importante di tutto l’emisfero meridionale. La società locale AGL Energy ha infatti siglato un accordo con la Meridian Energy (una compagnia neozelandese specializzata nella produzione e nella gestione di unità per lo sfruttamento dell’energia rinnovabile), al fine di sviluppare un parco eolico dalla capacità produttiva pari a 420 MW.
Arrivano delle nuove regole per quanto riguarda l’installazione di impianti che sfruttano fonti di energia rinnovabili. Si tratta di due nuove delibere che sono state messe a punto da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas che aggiungono delle novità nel processo per l’attivazione di nuovi impianti che permettono di ottenere energia in modo pulito. Le nuove regole quindi si applicano sia per quanto riguarda il fotovoltaico che relativamente alle altre fonti rinnovabili. Una delle più importanti tra le nuove regole è quella della creazione di un pannello di controllo unico per il processo di realizzazione dell’impianto.

Nella parte occidentale dell’Australia presto prenderà vita un nuovo mega impianto di sfruttamento dell’energia eolica, dotato di una capacità produttiva pari a 206 MW. Secondo quanto hanno annunciato i progettisti, questa struttura di potenziamento della produzione di una delle principali eco-energie australiane, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 125 mila famiglie ogni anno.

In materia di energia eolica, sta per arrivare una interessante novità. E, come molto spesso accade, tale innovazione tecnologica proviene ancora una volta dal Giappone, dove un team di ricercatori ha sviluppato un sistema per migliorare la capacità di sfruttamento dell’energia del vento, attraverso delle “lenti” che sarebbero in grado di triplicare l’incidenza dell’energia eolica off-shore, consentendo così alle turbine fuori costa di incrementare la propria efficienza.

La Nuova Zelanda vuole dare una significativa svolta al proprio impegno nel campo dell’energia eolica. A tal fine, la società elettrica Genesis Energy, posseduta e controllata dallo stato, sta valutando l’installazione di un parco eolico dalla capacità pari a 600 MW nella parte settentrionale del Paese. La società avrebbe per questo scopo già acquisito un lotto di terreno di 30 mila ettari, che in parte verranno utilizzati per ospitare le necessarie turbine eoliche.

Alcune nuove pubblicazioni gettano acqua sul fuoco dell’entusiasmo ecologico negli Stati Uniti. La American Wind Energy Association (AWEA) ha infatti annunciato che le installazioni di impianti eolici in programma per il 2010 nel Paese nordamericano sono in calo del 57% rispetto al 2008, e del 71% rispetto al 2009, anno, quest’ultimo, che aveva rappresentato una fabbrica di belle speranze per le energie rinnovabili nel nuovo Continente.

La Russia si sta muovendo (per alcuni, con colpevole e parziale ritardo) all’interno del segmento dell’energia eolica. E lo sta facendo con degli stanziamenti piuttosto significativi, che presto prenderanno vita nel più grande parco eolico vantato dalla nazione. Sono infatti stati concessi 200 milioni di dollari di finanziamento dalla Banca Centrale del Paese, al fine di realizzare un impianto di sfruttamento dell’energia del vento dalla capacità superiore ai 100 MW.

Che la parte settentrionale del vecchio Continente sia l’area europea maggiormente attenta sul fronte dell’energia eolica, vi sono pochi dubbi. Le iniziative di sfruttamento del vento approvate nel Regno Unito, in Norvegia, e in altri Paesi dell’area, stanno infatti dando un ottimo impulso all’eolico dell’intero Continente, compensando i ritardi cronici, sul tema delle eco-energie, che invece riguardano altri lidi.

Nell’Isola di Wight si preannunciano grandi novità – e un lieto fine – nel settore dell’energia eolica. L’isola si sta infatti attrezzando per ospitare al meglio l’arrivo di una nuova società che investirà in questo particolare settore all’interno delle energie rinnovabili, andando a sostituire i precedenti interventi effettuati dalla compagnia danese Vestas, che aveva chiuso i battenti licenziando più di 400 risorse umane.