Effetto Serra

News e approfondimenti sull’effetto serra e gli altri problemi ambientali: riscaldamento globale, inquinamento globale e cambiamenti climatici.

Effetto serra in aumento: è colpa dell’inquinamento atmosferico?

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L’effetto serra ritorna ad essere un problema importante per lo stato del nostro Pianeta Terra. Sono le stazioni di misurazione posizionate nel Polo Artico a farcelo presente: parte da qui infatti la rilevazione che fa partire il campanello d’allarme. Come lo spread e la soglia psicologica, anche i gas serra superano il livello delle 400 ppm: secondo gli scienziati già 350 parti di CO2 per ogni milione sono un livello da non superare per non essere minacciati.

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Gas serra, emissioni in aumento. Occorre il controllo delle nascite

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Le emissioni di CO2 aumentano anche perché nel mondo siamo troppi. Se la popolazione globale continua ad aumentare in base al ritmo attuale, la Terra non sarà più in grado di reggere e si arriverebbe nel 2026 ad avere 18 miliardi di tonnellate di CO2. Tutto ciò va oltre il limite consentito per evitare lo scioglimento dei ghiacciai e tutte le conseguenze che ne deriverebbero a livello ambientale. A sostenerlo è anche una prestigiosa istituzione scientifica, la Royal Society d’Inghilterra, che ha suggerito le soluzioni per evitare l’allarme che si fa sempre più pressante.

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Lotta all’inquinamento ambientale da carbone: è bufera contro Unicredit

Chi ancora ha il coraggio di investire in una fonte di energia che causa un fortissimo inquinamento ambientale? Le banche,ovviamente. Sono loro, infatti, che stanno finanziando l’aggravarsi dei cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, continuando a foraggiare con i loro capitali le centrali di carbone. È partita una petizione globale proprio per dire stop a questi investimenti privi di alcuna considerazione sul loro impatto ambientale, con focus particolare su Unicredit.

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L’inquinamento atmosferico mette a rischio il futuro del Pianeta Terra

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Lo stato del Pianeta Terra è sempre più compromesso a causa dall’inquinamento atmosferico: i livelli di anidride carbonica sono ormai a livelli altissimi -pari a 390 parti per milione-, i massimi raggiunti negli ultimi 800 mila anni. I cambiamenti climatici sono un problema di cui si vedranno le conseguenze per secoli e secoli, e noi ancora fatichiamo a rendercene conto e a trovare soluzioni efficaci.

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Mobilità sostenibile in Italia: il caso della bicipolitana a Pesaro

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Proprio qualche giorno fa parlavamo dello stato della mobilità sostenibile in Italia: alcune città sono un po’ più evolute, ma lo stato delle piste ciclabili, del car sharing e dello sviluppo dei mezzi pubblici non è paragonabile a quanto avviene in molte altre capitali europee. L’iniziativa di Pesaro, pero, sembra andare finalmente nella giusta direzione.

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Tutela ambientale: se il protocollo di Kyoto riserva ancora sorprese

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Ora che la conferenza di Durban si è chiusa, non si pensava che il nuovo protocollo di Kyoto potesse ancora riservare sorprese. Dopo l’apertura cinese e la perplessità americana, ora ci si mette il Canada a fare notizia. Il Ministro dell’Ambiente del paese del Nord America, infatti, ha affermato che per loro questo accordo risulta già essere una cosa obsoleta, a cui non aderiranno.

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Cambiamenti climatici: notizie poco incoraggianti dalla Conferenza di Durban

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Mentre a Durban si svolge conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, arrivano alcune informazioni scientifiche circa i danni che si possono attribuire al riscaldamento globale. Particolare interesse suscita l’indice globale di rischio climatico, elaborato da Germanwatch, organizzazione non governativa tedesca, che ha messo in evidenza quali siano gli Stati che hanno subito maggiori conseguenze. A stare peggio sono i Paesi più poveri, come Bangladesh, Myanmar, Honduras, -principalmente a causa dei recenti disastri ambientali subiti-, mentre ai primi posti dell’indice globale di rischio climatico ci sono il Pakistan, il Guatemala, la Colombia. Anche di come salvare questi Paesi da altre catastrofi naturali si sta parlando a Durban.

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Cambiamenti climatici: l’azione di Greenpeace davanti a Palazzo Chigi

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In questo periodo si parla spesso di cambiamenti climatici. E oggi una nuova azione di Greenpeace davanti a Palazzo Chigi è l’occasione per parlarne nuovamente. Proprio nei giorni del vertice Onu sul clima a Durban l’associazione ambientalista italiana ha deciso di dare un segnale forte della propria presenza. Oggi infatti il ministro dell’Ambiente Corrado Clini parteciperà alla conferenza internazionale sui cambiamenti del clima. Greenpeace ha deciso di chiedere in modo esplicito un’inversione di tendenza rispetto a quanto effettuato dal precedente governo.

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Cambiamenti climatici: a Durban si prospetta il no per un protocollo di Kyoto bis

Jacob Zuma

Se l’obiettivo dell’incontro di Durban era quello di trovare una linea comune per combattere i cambiamenti climatici -una sorta di protocollo di Kyoto bis-, possiamo già quasi considerarlo fallito. Le prime indiscrezioni, infatti, denunciano una mancata intesa tra i paesi più industrializzati e quindi più impegnati nell’inquinamento atmosferico: il danno ambientale che si prevede da una mancanza di sinergia è pressoché inimmaginabile.

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Riscaldamento globale ai massimi storici: preoccupazione per la concentrazione di gas serra

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Mentre a Durban è in corso la conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, arrivano pessimi dati dall’organizzazione che si occupa di monitorare le condizioni meteo: il 2011, infatti, è tra gli anni dove il riscaldamento globale ha raggiunto il massimo dei livelli.

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Cambiamenti climatici: alle porte la nuova conferenza dell’ONU sul futuro del protocollo di Kyoto

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Il 2012 è l’ultimo anno nel quale dovrebbe essere attivo il protocollo di Kyoto. E dopo? La nuova conferenza dell’ONU che si apre domani a Durban parlerà proprio di questo e di come poter contrastare efficacemente il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici.

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I gas serra preoccupano: le emissioni di co2 italiane come quelle cinesi

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I gas serra continuano ad affliggere il nostro Pianeta Terra con conseguenze assai pesanti, e noi non contribuiamo certo a migliorare la situazione. I nuovi dati, infatti, non sono affatto incoraggianti: il nostro Paese produce la stessa quantità di emissioni di co2 della Cina, nonostante le differenti dimensioni del territorio e la popolazione residente.

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I cambiamenti climatici determinano inverni più secchi lungo il mare Mediterraneo

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I cambiamenti climatici stanno stravolgendo la situazione mondiale, mettendo in seria difficoltà molte aree del Pianeta Terra. Per l’area del Mare Mediterraneo, secondo gli esperti, si prevedono inverni sempre più secchi: i giorni nei quali dovrebbe cadere la pioggia dovrebbero essere drasticamente ridotti, ma dovrebbe aumentare la gravità delle precipitazioni.

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Prestigiacomo: ok a un nuovo protocollo di Kyoto per ridurre i gas serra

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L’Italia, per bocca del Ministero dell’Ambiente, conferma il suo impegno nella riduzione dei gas serra e partecipa all’idea di un nuovo protocollo di Kyoto bis, a patto che ponga limiti stringenti anche a chi non si è impegnato in prima istanza: i comportamenti di Usa, Giappone e Russia -ad esempio- rendono vani gli sforzi degli altri paesi.

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Protocollo di Kyoto difficile da rispettare: le emissioni di co2 sono ancora elevate

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In Italia le emissioni di co2 sono così elevate da far dubitare la possibilità di rispettare il protocollo di Kyoto. E’ quanto emerge dal recente rapporto che la Commissione dell’Unione Europea ha fatto avere al nostro paese in relazione agli anni che vanno dal 2008 al 2012. Insieme a noi anche Austria e Lussemburgo non sembrano in grado di rispettare gli impegni precedentemente assunti.

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