Vulcano erutta in Giappone: si teme per la centrale nucleare [FOTO]

Vulcano erutta in Giappone: si teme per la centrale nucleare [FOTO]

Un vulcano erutta in Giappone

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    Erutta il vulcano Ontake in Giappone

    Il vulcano Ontake, in Giappone, ha eruttato, provocando la morte di alcune persone. Si teme che le vittime siano circa una trentina. Le squadre di soccorso sono al lavoro per la ricerca dei dispersi. Alcuni di questi sono stati già trovati, infatti i soccorritori sono riusciti a trasportare 27 corpi intrappolati sulla cima. I cadaveri sono stati portati in ospedale, dove è stata data conferma del decesso. 42 sono i feriti, che hanno subito varie fratture. Ci potevano essere anche meno vittime, ma i soccorsi sono stati ritardati dalla scarsa visibilità e dai gas tossici che escono dal cratere.

    Il monte Ontake costituisce il secondo vulcano più alto del Giappone e si trova a 200 chilometri a Ovest di Tokyo. All’improvviso ha cominciato ad eruttare, facendo ricadere sulla superficie del monte fumo, rocce e ceneri e ancora non ha smesso, perché sono molti i residui e i lapilli che fuoriescono dalla sua bocca. Le vittime sono state tante, anche perché, proprio nel momento in cui è iniziata l’eruzione, sulla vetta del monte c’erano centinaia di escursionisti.

    Molti di loro sono riusciti a fuggire e sono intervenute anche le autorità, per far evacuare tutta la zona. Circa 30, però, non ce l’hanno fatta, perché sono stati sorpresi da questa eruzione, che è la prima che avviene nel corso degli ultimi 7 anni.

    Adesso i timori sono anche altri, perché si ha paura per l’attività del reattore nucleare Sendai. Quest’ultimo si trova in una zona diversa rispetto a quella dell’eruzione, ma è sempre un territorio attivo dal punto di vista vulcanico. Non è così lontano il ricordo del disastro legato a Fukushima e ancora non si è trovata una soluzione perfetta per quanto riguarda la possibilità di scongiurare il pericolo derivante da una connessione tra fenomeni naturali violenti e centrali nucleari. Nelle operazioni di soccorso si è intervenuto con molte difficoltà e più volte esse sono state sospese per l’alta concentrazione di zolfo presente nell’aria. Un altro timore è quello collegato al fatto che l’attività del vulcano, secondo ciò che è stato ipotizzato dagli esperti, potrebbe portare anche ad un’altra eruzione, ancora più forte della prima. A conferma di tutto ciò ci sono i dati rilevati dall’agenzia meteorologica, che ha individuato la fuoriuscita di fumo e di cenere anche dai crateri minori.

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