Una variante del batterio killer è stata scoperta sulle barbabietole olandesi

Una variante del batterio killer è stata scoperta sulle barbabietole olandesi, ma le autorità rassicurano sul fatto che non si tratta della stessa variante dell’Escherichia coli che ha causato l’epidemia

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    Una variante del batterio killer è stata scoperta sulle barbabietole olandesi. Ma non c’è da cadere in inutili allarmismi, visto che, da quanto sembra essere emerso, non c’è nessuna ragione per preoccuparsi. Il pericolo infatti non sussiste. Come hanno chiarito gli esperti, non si tratta della stessa variante dell’Escherichia coli che è stata individuata in Germania e che ha determinato il diffondersi dell’epidemia di infezioni, le quali hanno causato molte vittime. I germogli di barbabietole in questione sono coltivati da produttori olandesi. È ovvio che il fatto suscita paura.

    Proprio per questo sul caso è intervenuto il Ministero della Sanità olandese. Marian Bestelink, portavoce del Ministero, ha spiegato che c’è la certezza del fatto che il batterio individuato non corrisponde alla variante mutata dell’Escherichia coli che si è rivelato in molti casi letale. Il batterio killer, secondo la Coldiretti, ha messo in crisi il settore agroalimentare. Non si deve tra l’altro dimenticare che, tra realtà e psicosi, anche l’agricoltura italiana ha perso 100 milioni di euro.

    Danni economici ingenti quindi, che non si possono affatto ignorare. Per questo a causa del batterio killer sono stati chiesti a ragione interventi per gli agricoltori. Per precauzione i consumatori sono stati avvertiti e in ogni caso si è deciso di ritirare dal mercato i germogli di barbabietole olandesi.

    Un senso di responsabilità che andrebbe applicato in ogni situazione e non solo nei casi di emergenza, a favore della sicurezza alimentare. Si tratta solo di mettere in atto strategie volte all’impegno collettivo.