Uccelli del mondo agricolo: le specie sono in diminuzione

Uccelli del mondo agricolo: le specie sono in diminuzione

Gli uccelli legati al mondo agricolo sono in forte diminuzione, mentre aumentano quelli che si sono adattati alla vicinanza dell’uomo, come i colombi

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    Gli uccelli del mondo agricolo rappresentano delle specie in diminuzione. I passeri, le allodole, i cardellini stanno lasciando sempre di più lo spazio a quelle specie di volatili che hanno avuto la capacità di adattarsi ad una vita maggiormente a contatto con gli uomini. Si tratta dei colombi, per esempio, riscontrabili in grandi quantità anche in ambiente cittadino. Secondo un’indagine condotta dalla Lipu, nello specifico sarebbero 26 le specie che hanno fatto registrare un calo complessivo dell’11%. Il pericolo riguarderebbe soprattutto i passeri, soggetti ad un calo del 5% nel corso di dieci anni.

    Ma quali sono le cause di questo fenomeno? Già da tempo si sa che l’inquinamento luminoso rappresenta un fattore di rischio per gli uccelli. Ma non è solo questo il motivo che porta alla diminuzione degli uccelli legati al mondo agricolo. È lo spazio agricolo stesso che tende a diminuire.

    A questo proposito Elisabetta De Carli, coordinatrice del progetto Mito per il monitoraggio degli uccelli in Italia, ha spiegato:

    Ormai non si può neanche più parlare di un degrado dello spazio agricolo. Nella regione in cui vivo, la Lombardia, lo spazio agricolo non esiste più.

    L’azione dell’uomo è sempre più invasiva. Basti pensare ai fili della corrente elettrica che spesso per gli uccelli sono invisibili o alle vetrate dei palazzi, che finiscono per confondere i volatili nel loro orientarsi. Un ruolo non indifferente è svolto anche dai mutamenti climatici, strettamente connessi alla fuliggine e al riscaldamento globale.

    I cambiamenti climatici incidono sulle migrazioni. Non a caso si è visto che in questa primavera 2011 le rondini sono in ritardo.

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