Tutela ambientale: se il protocollo di Kyoto riserva ancora sorprese

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Ora che la conferenza di Durban si è chiusa, non si pensava che il nuovo protocollo di Kyoto potesse ancora riservare sorprese. Dopo l’apertura cinese e la perplessità americana, ora ci si mette il Canada a fare notizia. Il Ministro dell’Ambiente del paese del Nord America, infatti, ha affermato che per loro questo accordo risulta già essere una cosa obsoleta, a cui non aderiranno.

Non è chiaro quando il Canada uscirà ufficialmente dalla stipula del protocollo, ma è indubbio che questa situazione preoccupi molto gli Stati che invece hanno preso impegni concreti per la riduzione dell’inquinamento atmosferico e dell’effetto serra, a favore di una migliore tutela ambientale. È come se tutti gli sforzi, le energie e anche gli investimenti fatti fino alla conferenza di Durban fossero nuovamente stati vani, incapaci di portare a un accordo soddisfacente. Persino la Cina, uno tra i principali paesi accusati di contribuire massicciamente all’inquinamento ambientale, si è trovata in forte disaccordo con la decisione canadese.
Il Canada, infatti, non rischia solo forti sanzioni economiche ma anche una scia di polemiche che potrebbero perseguitarla a lungo. La paura, però, è che questo non li fermi a proseguire nella loro strada contro il nuovo protocollo di Kyoto. Tra vincenti e perdenti, speranzosi e disillusi, c’è un unico grande sconfitto: il nostro Pianeta Terra, il suo ambiente e il territorio nel quale viviamo, destinato ormai a un inesorabile declino. Se il Ministro dell’Ambiente canadese e i suoi colleghi di governo non si dovessero ravvedere, possiamo auspicare che l’opinione pubblica si muova in favore di una politica a basso impatto ambientale e faccia sentire la sua voce.

Mar 13/12/2011 da Elisabetta Fonte

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PIERO IANNELLI 13 dicembre 2011 22:40
Subtract karmaAdd karma

Una buona notizia.. magari finisce questa eco-tarantella?

Draconian EPA Regulations To Cause Rolling Blackouts
L’intera truffa carbon tax è una frode monumentale che non fa nulla per aiutare l’ambiente, in quanto il suo scopo primario è quello di riempire le tasche dei ‘miliardari del carbonio’ come Al Gore e Maurice Strong.
Lo scambio di crediti di carbonio è collegato direttamente alle persone in nazioni del terzo mondo come Honduras e Uganda che vengono brutalmente sfrattate dalla loro terra e in alcuni casi uccise a sangue freddo .
Le aziende occidentali fanno miliardi accaparrandosi la terra e usandola per piantare alberi in cambio di crediti di carbonio lucrativi che vengono poi venduti alle aziende (attraverso mandati EPA) in base a regimi fiscali di carbonio come quello appena passato in Australia..
http://www.prisonplanet.com/draconian-epa-regulations-to-cause-rolling-blackouts.html

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