Turismo sostenibile: il progetto Outdoor Portofino

Il turismo sostenibile fa breccia anche nel cuore di Portofino, segno che anche in Italia si presta più attenzione all'impatto ambientale correlato ai momenti di relax

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    Anche a Portofino sbarca il turismo sostenibile. È il momento di Outdoor Portofino, un’iniziativa mirata proprio a sviluppare un nuovo modo di vivere la vacanza in ottica di maggiore tutela ambientale. L’obiettivo, infatti, è quello di rendere maggiormente fruibili le incredibili bellezze di quest’area protetta, dando la possibilità ai turisti di scoprire la zona marina del promontorio di Portofino con grande attenzione all’ambiente e al territorio.

    Il progetto è nato dalla volontà di un giovane laureato in scienze ambientali marine: il ragazzo è un esperto canoista e appassionato di vita all’aria aperta, e la sua proposta ha subito suscitato l’approvazione del direttore dell’Area Marina Protetta, Giorgio Fanciulli. Il dottor Fanciulli è rimasto piacevolmente colpito dal progetto, sottolineando il fatto che il territorio può essere ammirato e scoperto anche avendone massima cura e attenzione. Outdoor Portofino mira proprio a far conoscere meglio le coste liguri preservando il territorio: il messaggio che è importante trasmettere, infatti, è che l’uomo può trascorrere felici momenti di relax anche e soprattutto vivendo in armonia con la natura che lo circonda. Il suo rispetto, infatti, permetterà una migliore e più lungimiranza valorizzazione del territorio, ed è lodevole che sia stato proprio un giovane a pensare alla promozione dell’ecoturismo. Le proposte messe in campo vanno dalle escursioni in kayak alle uscite in barca a vela, oltre allo snorkeling, al windsurf, al surf e al nuoto. La valorizzazione degli animali marini, inoltre, prevede lo studio e il monitoraggio della nacchera (Pinna Nobilis), della magnosa (Scyllarides latus) e del polpo (Octopus vulgaris).

    photo: chavelli

    Turismo sostenibile: arrivano i pellegrinaggi a basso impatto ambientale

    Il turismo sostenibile si sposa sempre di più anche con l’ambito religioso: i fondatori del Green Pilgrimage Network propongono infatti alcune misure concrete per far diventare i pellegrinaggi a basso impatto ambientale, a tutela delle risorse naturali. In ottica religiosa, infatti, questo comportamento è perfettamente coerente con il messaggio religioso che chiama i fedeli ad avere rispetto dell’ambiente creato da Dio.

    Ad Assisi si sono riuniti rappresentanti di 15 religioni differenti per una comunione d’intenti da applicare nei grandi luoghi di raccolta del mondo. L’associazione, che vede la partecipazione anche del WWF, ha messo sul tavolo una serie di idee di tutela ambientale come il divieto di traffico delle auto sulle strade di Kano in Nigeria, piuttosto che i pannelli solari sui tetti delle chiese di St. Albans. In Italia, in particolare ad Assisi, saranno distribuite vivande a chilometri zero e si punterà alla riduzione delle bottiglie in plastica per la distribuzione dell’acqua potabile.