Terremoto in Giappone: le reazioni al pericolo nucleare

Terremoto in Giappone: le reazioni al pericolo nucleare

Di fronte al pericolo nucleare scatenata dal terremoto in Giappone le reazioni non hanno tardato a farsi sentire

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    In seguito al terremoto in Giappone si sono scatenate presto le reazioni al pericolo nucleare derivante dai danni e dalle esplosioni che hanno interessato le centrali nucleari. Particolarmente significativa è stata l’affermazione da parte dell’ambasciata francese, la quale ha dichiarato che anche Tokyo potrebbe essere interessata da un vento radioattivo nel giro di un lasso di tempo piuttosto breve. Notizie allarmanti, che, oltre a far temere per la salute, gettano ombre inquietanti anche su quanto riguarda la sostenibilità ambientale. In tal caso l’impatto ambientale sarebbe ingente.

    Particolarmente grave è anche il problema dell’elettricità. Il primo ministro giapponese ha rivolto un appello alla popolazione, in modo che essa possa evitare gli sprechi di corrente elettrica, per evitare di incorrere in conseguenze difficili da gestire. In seguito al terremoto in Giappone incombe il pericolo nucleare. Già si sono riscontrati casi di contaminazione da radioattività, nonostante fossero state adottate le misure di sicurezza, che prevedevano l’opportunità di restare in casa e di proteggersi dalle radiazioni, il cui livello, secondo le ultime stime, continua a salire.

    Il terremoto in Giappone quindi non ha causato solo disastri prodotti dallo tsunami, ma ha determinato una situazione di panico generale a causa della possibile fuga di radioattività. Le autorità hanno dichiarato che non c’è per il momento un grande pericolo, ma la gente sta già facendo scorte alimentari nei negozi e le reazioni internazionali non hanno tardato a farsi sentire.

    Ad esempio la Cina ha deciso di cancellare i voli per Tokyo in un’azione di attento monitoraggio della situazione. Le ambasciate straniere hanno consigliato al personale e ai connazionali di lasciare il Paese e lo stesso stanno facendo le multinazionali nei confronti dei loro dipendenti.

    La conservazione dell’ambiente è a rischio, come chi vive in quell’ambiente stesso. Un esempio di sviluppo sostenibile, che ora sembra risentire dell’implacabilità della natura.

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