Terremoto in Giappone: il Sudamerica vuole chiudere le centrali nucleari

I Paesi sudamericani di fronte al pericolo nucleare scatenato dal terremoto in Giappone hanno deciso di chiudere le centrali nucleari e di fermarsi a riflettere sui progetti per il futuro in tema di nucleare

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    In seguito al terremoto in Giappone il Sudamerica intende chiudere le centrali nucleari. Bisogna ricordare a tal proposito che i Paesi latinoamericani avevano investito poco sul nucleare, infatti soltanto l’Argentina il Brasile e il Messico dispongono di impianti nucleari. In realtà però molti Paesi avevano fatto dei progetti che riguardavano proprio l’apertura di nuove centrali nucleari, ma adesso, constatando il problema della sicurezza nucleare che si è verificato in Giappone, hanno deciso di fermarsi per riflettere bene sulla questione. Il problema è veramente importante.

    In seguito al terremoto in Giappone incombe il pericolo nucleare. E tutto ciò non può non aver avuto un’influenza rilevante sulla decisione di porre un freno alla realizzazione di nuovi impianti nucleari in Sudamerica. Nello specifico il Venezuela è ritornato sui suoi passi e il Cile ha deciso di prendere in considerazione le eventuali conseguenze che potrebbero insorgere a causa del rischio sismico a cui il Paese è soggetto. Il terremoto in Giappone ha dimostrato che ci possono essere dei seri rischi, se si verifica una fusione del reattore nucleare.

    Rischi che i Paesi latinoamericani non vogliono sottovalutare anche in termini di impatto ambientale. In particolare il Cile ha bisogno di investire sull’energia pulita per soddisfare la crescente domanda energetica, ma le vicende accadute in Giappone hanno avuto un forte impatto sull’opinione pubblica, nonostante, anche per quanto riguarda gli altri Stati latinoamericani, gli esperti abbiano spiegato che le centrali nucleari realizzate o da realizzare rispettano le norme per la sicurezza nucleare.

    Le reazioni di prudenza di fronte al pericolo nucleare, scatenate dal terremoto in Giappone, stanno avendo comunque la meglio.