Sviluppo sostenibile: energia pulita entro 20 anni?

E' possibile che il mondo possa raggiungere una condizione di sviluppo pienamente ecocompatibile, nell'arco dei soli prossimi 20 anni? A chiederselo sono in tanti, ma a dare una risposta concreta ha pensato uno studio condotto da due analisti, Mark Delucchi e Mark Jacobson, riportato su un recente numero del giornale Energy Policy, e secondo cui è possibile che entro due decenni il Pianeta possa aver abbandonato le fonti energetiche ad alto contenuto di emissioni nocive, abbracciando invece le fonti energetiche alternative

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    Sviluppo sostenibile

    E’ possibile che il mondo possa raggiungere una condizione di sviluppo pienamente ecocompatibile, nell’arco dei soli prossimi 20 anni? A chiederselo sono in tanti, ma a dare una risposta concreta ha pensato uno studio condotto da due analisti, Mark Delucchi e Mark Jacobson, riportato su un recente numero del giornale Energy Policy, e secondo cui è possibile che entro due decenni il Pianeta possa aver abbandonato le fonti energetiche ad alto contenuto di emissioni nocive, abbracciando invece le fonti energetiche alternative. Certo è che, a guardare i presupposti, non si tratta certo di una passeggiata.

    Lo studio prende infatti in esame uno scenario ipotetico, auspicando che nel corso del 2030 non vi sia più alcun ricorso alle energie convenzionali e inquinanti, ma che l’intero motore economico mondiale sia sostenuto interamente dal ricorso alle energie rinnovabili.

    Per raggiungere una situazione quale quella stimata poco sopra, sarebbe necessario installare circa 4 milioni di nuove turbine eoliche dalla potenza energetica unitaria di 5 MW; circa 1,7 miliardi di tetti solari da 3 KW; 90 mila impianti energetici solari da 300 MW. Oltre a quanto appena ricordato, occorrerà inoltre uno sforzo costante in ottica di risparmio energetico, soprattutto da parte di alcuni Paesi maggiormente consumatori.

    Ad ogni modo, lo studio dei due ricercatori non tiene in considerazione le biomasse, che attualmente rappresentano una quota non certo irrilevante del ricorso alle energie rinnovabili, ma che a causa del loro presumibile crescente impatto negativo sono state escluse dal novero delle fonti cui far ricorso. Lo studio non comprende nemmeno il potenziale ricorso all’energia nucleare.