Strage di lupi e orsi in Abruzzo: un massacro silenzioso

In Abruzzo è strage di lupi e di orsi

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    La strage di lupi in Abruzzo

    E’ una vera strage di lupi e orsi quella che si sta compiendo in Abruzzo. A questo proposito i dati forniti da Legambiente sono molto evidenti. Eppure in questa regione italiana più di un terzo del territorio è sottoposto a tutela ambientale. Ma nessuno sembra fare niente per rimediare alla situazione. Nemmeno le autorità politiche si occupano di questo massacro.

    I dati

    Legambiente si è occupata di fornire i dati relativi ad un monitoraggio nella regione. I risultati emersi dall’opera di indagine sono sconvolgenti: in 36 mesi in Abruzzo sono stati uccisi 14 esemplari di lupo appenninico e 3 maschi e 2 femmine di orso bruno marsicano. Coinvolti nella morte anche i cuccioli al seguito. A quanto pare i responsabili di questa mattanza sono molti. Si potrebbe trattare di bracconieri, di allevatori esasperati per i continui assalti nei confronti del bestiame, di imprenditori che vogliono passare per green e in realtà manifestano un comportamento che non rientra affatto nell’ambito di una spiccata coscienza ambientalista. I lupi vengono trovati uccisi nelle trappole, avvelenati, massacrati dalle pallottole o investiti dalle automobili. Uno studio specifico sull’argomento ha messo in evidenza che, su 1.500 esemplari di lupi, 44 sono stati sterminati. Nel frattempo non viene messo in atto il piano d’azione per la tutela dell’orso marsicano, che dovrebbe entrare in vigore proprio in periodi di emergenza di questo tipo.

    I vari casi

    L’ultimo caso in ordine di tempo è quello che ha riguardato una femmina di lupo appenninico di 4 anni e in attesa dei cuccioli: è stata trovata morta, perché colpita da colpi di un fucile tra i monti di Pizzoferrato. Pochi giorni fa un’orsa è stata trovata in gravi condizioni vicino Gioia dei Marsi. Non si sono capite bene le ragioni che l’hanno condotta alla morte, perché questo animale presentava problemi di coordinamento e forti tremori. Proprio gli stessi sintomi sono quelli che hanno interessato altri due orsi, uno recuperato presso il Sirente e un altro nella Riserva della Duchessa. Ha fatto molto discutere anche il caso dell’orso Stefano, rimasto vittima dei colpi di fucile in seguito ad un’azione di bracconaggio. Poi è stata la volta di Rocco, orso bruno marsicano ucciso mentre attraversava l’autostrada dei parchi. Queste perdite sono veramente molto gravi, perché mettono a rischio, secondo gli esperti, la sopravvivenza della specie.