Sciopero della benzina il 6 giugno: un modo per ripensare alla mobilità sostenibile?

Sciopero della benzina il 6 giugno: un modo per ripensare alla mobilità sostenibile?

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È ormai ufficiale, sarà il 6 giugno lo sciopero della benzina indetto dall’ACI che ha avuto l’approvazione anche da Federauto. La protesta richiede infatti a tutti di fare lo sforzo di non acquistare la benzina per un giorno intero, organizzandosi a dovere e diffondendo la voce il più possibile. Le motivazioni dell’ACI sono prettamente economiche, ma noi consigliamo di sfruttare l’occasione per riflettere sull’impatto ambientale del vostro muovervi in auto e sull’opportunità di scegliere una mobilità sostenibile più eco-compatibile.

Oltre a considerare la spesa media per famiglia in carburante si dovrebbe infatti tenere in considerazione anche della spesa necessaria per far fronte all’inquinamento ambientale e alle sue conseguenze, il tempo speso inutilmente in coda in mezzo al traffico, i costi che la società deve assorbire e di cui deve farsi carico. Bisogna ricordare, infatti, che l’inquinamento uccide più degli incidenti stradali.

Il 6 giugno dunque potrebbe essere una valida opportunità quella di non limitarsi a non fare benzina, bensì a fare una scelta di consumo critico più consapevole e razionale. Vi è possibile andare in ufficio in bicicletta, ad esempio? Oppure potete condividere l’auto con qualcuno per andare al lavoro? Il car sharing è una pratica purtroppo poco condivisa e conosciuta nel nostro paese, ma invece molto diffusa e sviluppata all’estero.

Pensate che in quei giorni sarete già in ferie? Perché non andare a fare una bella passeggiata nel verde per ristorare corpo e mente? Oppure se andate a fare la spesa, perché non andare con vostro figlio al mercato e scegliere solo prodotti alimentari a chilometro zero? In questo modo farete del bene all’ambiente, all’agricoltura locale, e potrete spiegare a vostro figlio il perché dei vostri acquisti a impatto zero.

L’Australia, ad esempio, dice che dalle loro parti il petrolio finirà entro il 2020, una data certo non lontana. Perché quindi non iniziare a convivere da subito con questa idea? Se anche New York si affida alle auto elettriche, perché non possiamo farlo anche noi? Si dice spesso che ci siano molte lobby di potere che stiano ostacolando lo sviluppo di automobili alimentate con fonti alternative, ed è per questo che è ancora più importante far sentire la nostra opinione al riguardo. In Italia, ad esempio, ci sono delle città che credono alla mobilità sostenibile e che in questa investono: sono dei modelli da prendere come esempio e di cui diffondere il più possibile la buona pratica.

photo: cindy47452

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Dom 27/05/2012 da in ,

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