Salvaiciclisti, l’associazione scrive una lettera a Mario Monti

Monti dà il proprio supporto al movimento Salvaiciclisti, sottolineando il proprio impegno per migliorare la ciclabilità in Italia e mettendone in evidenza i risvolti ambientalistici

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    Salvaiciclisti, il movimento che sta lavorando per una migliore mobilità sostenibile in Italia grazie al migliore mezzo a due ruote attualmente sul mercato, scrive ora un appello al presidente del Consiglio Mario Monti. Scopo della lettera è quello di chiedere la modificazione dell’articolo 12 del decreto 38/2000, affinché anche l’utilizzo della bicicletta sia coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o della possibilità di utilizzare mezzi alternativi per raggiungere il proprio posto di lavoro.

    Tramite questa missiva, infatti, l’associazione che mira a migliorare la ciclabilità in Italia sottolinea al professore Mario Monti come la bicicletta debba essere considerato un mezzo ecologico ed economico non solo da week-end, ma da utilizzare anche per gli spostamenti di tutti i giorni. Per fare questo, è indispensabile investire di più nella sicurezza stradale anche grazie alle migliorie indispensabili per sviluppare una rete di piste ciclabili. A Monti è stato fatto anche presente che la bicicletta ad oggi viene vissuta come un mezzo da utilizzare sporadicamente e nel tempo libero, una cosa lontana dalla quotidianità e che invece potrebbe fare la differenza in termini di minore impatto ambientale ma anche di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Scopo ultimo della missiva comunque è quella di far aggiungere al decreto la frase “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, proprio com’è anche per il lavoratore che va a lavorare a piedi.

    Salvaiciclisti, Monti promette di migliorare la ciclabilità in Italia

    La questione sollevata dai Salvaiciclisti continua ad avere degli strascichi e il problema messo in evidenza è arrivato anche all’attenzione del premier Monti, il quale ha dato tutto il proprio appoggio al movimento stesso. Monti ha inviato un’e-mail al coordinamento del movimento dedicato alla mobilità urbana, esprimendo tutta la propria adesione nel cercare di migliorare le condizioni di mobilità per chi utilizza la bicicletta per spostarsi.

    A cura di G. Rini

    Ecco che cosa ha scritto nello specifico Mario Monti: “Come già fatto in Europa, finanziando diversi progetti legati alle piste ciclabili, anche in Italia è necessario riservare maggiore attenzione alla “mobilità leggera”. In questo senso il governo è impegnato a favorire politiche di mobilità sostenibile, anche con l’obiettivo di ridurre il tasso di incidenti stradali che coinvolgono i ciclisti. Mi rendo tuttavia conto che molto resta ancora da fare”.

    Un ottimo risultato quindi per i Salvaiciclisti, che sono riusciti nel loro intento di conquistare le attenzioni degli esponenti politici. E in effetti, anche grazie alla diffusione sul web, il successo del movimento è stato in poco tempo assicurato.

    Monti non trascura di sottolineare anche i risvolti della questione in termini di sostenibilità ambientale: “La bicicletta è un mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui”.

    Si spera che queste dichiarazioni siano supportate anche da un impegno concreto a favore della ciclabilità in Italia.

    Salvaiciclisti richiedono un maxi-risarcimento da devolvere alla causa

    Il movimento Salvaiciclisti, sviluppatosi on-line circa tre mesi fa, si sta sviluppando sempre più, fino a pensare ad un vero e proprio modello di città a misura di bicicletta e dei ciclisti. Questo però ovviamente dovrebbe comprendere la revisione in chiave sostenibile della mobilità all’interno delle città. Il successo della manifestazione di sabato 28 aprile a Roma a cui hanno partecipato a migliaia di cittadini in bici è il sintomo che qualcosa stia effettivamente cambiando anche all’interno dell’opinione pubblica nazionale. Il movimento di tutela dei ciclisti mira infatti a sviluppare la massima sensibilità sul tema utilizzando soprattutto le nuove tecnologie, Facebook e Twitter in primis. Si inizierà creando gruppi locali e potenziando quelli già esistenti, con iniziative mirate.

    Non tutto è oro quello che lucciola, si dice: un vecchio detto che però trova riscontro concreto anche in questo caso. Gli attivisti del movimento, per voce del loro avvocato, stanno infatti richiedendo un maxi-risarcimento all’Acea Energia: il motivo è il mancato allaccio della rete elettrica per la manifestazione avvenuta il 28 aprile ai Fori Imperiali, e il risarcimento richiesto al riguardo è decisamente ingente (un milione di euro). Se la causa dovesse essere vinta, gli interessati dichiarano che la somma sarebbe interamente devoluta al finanziamento di opere atte a migliorare la mobilità ciclistica e la correlata sicurezza stradale.

    Oltre all’ingente richiesta di risarcimento danni, il legale che rappresenta il movimento richiede la restituzione della somma (289,56 euro) indebitamente incassata dalla società per realizzare l’allacciamento, in realtà mai avvenuto. Il pagamento era addirittura stato erogato in anticipo, per poi non ricevere l’erogazione di alcun servizio.

    Il gruppo elettrogeno esterno, infatti, è stato possibile solo grazie ad un’amplificazione di fortuna del palco: una situazione di emergenza, appunto, che però non è stata sufficiente per supportare e amplificare le voci delle decine di migliaia di persone che hanno scelto di partecipare all’iniziativa romana.

    Ma cosa è accaduto esattamente? I tecnici dell’Acea si presentarono all’evento solo un’ora prima dell’inizio ma non riuscirono a effettuare l’allacciamento dicendo di non avere le chiavi di accesso alla colonnina di distribuzione dell’energia elettrica.

    Il disservizio è stato tale per cui gli organizzatori sono stati costretti a spostare il palco nel luogo prefissato, un luogo simbolo per i ciclisti dato che al palo n.27 di via dei Fori Imperiali morì nel 2009 Eva Bohadalova, una ciclista di città che aveva l’unica colpa di muoversi a bordo del suo mezzo ecologico a due ruote.

    Salvaiciclisti diventa un movimento nazionale, radicato nel territorio

    A cura di Gianluca Rini

    Il movimento è stato -fortunatamente- comunque un successo, dato che dalla manifestazione è scaturita l’elaborazione di un documento che contiene tutte le linee guida per raccogliere le nuove adesioni e farlo crescere sempre più nel territorio a livello nazionale, mantenendo un radicamento locale. Ecco che cosa afferma il documento: “Ciascun gruppo avrà un referente, per rendere più fluidi ed efficaci i flussi di comunicazione tra piano nazionale e locale, soprattutto in vista di possibili azioni coordinate: l’obiettivo strategico è stimolare la creazione di nuovi gruppi sul territorio, ribadendo l’assoluta spontaneità del processo di formazione delle realtà locali“.

    I Salvaiciclisti interverranno anche con delle incursioni al 95esimo giro d’Italia che partirà il 5 maggio, intanto continuano a lavorare in vista della manifestazione degli stati generali della bicicletta, a Reggio Emilia a metà giugno.

    Il movimento vuole diffondere ovunque il logo della campagna #Salvaiciclisti, in modo da far capire l’importanza della mobilità leggera attraverso un impatto mediatico da non sottovalutare per una ferrea lotta contro l’inquinamento ambientale e a favore della sicurezza dei ciclisti.

    Le bici conquistano Roma e Londra

    A cura di Gianluca Rini

    La manifestazione organizzata da Salvaiciclisti in nome della sicurezza stradale per chi utilizza la bicicletta all’insegna della mobilità sostenibile, oltre ad interessare la città di Roma, è riuscita a conquistare anche Londra. L’evento è in programma alle 15 ai Fori Imperiali e l’iniziativa è portata avanti anche da Legambiente. La manifestazione ha raccolto numerose adesioni, perché il problema della sicurezza in bicicletta è piuttosto sentito. Si è trattato di un evento virale, visto che tutto è nato da un manifesto per la sicurezza dei ciclisti elaborato dal Times.

    Molti i sindaci, i comuni cittadini e i personaggi famosi, fra i quali anche Jovanotti e Margherita Hack, che hanno aderito all’iniziativa. Alberto Fiorillo, responsabile nazionale Aree Urbane di Legambiente, ha dichiarato: “Quella dei salvaciclisti è una mobilitazione straordinaria, spontanea, trasversale, creativa e a tratti anche poetica. Purtroppo nelle nostre città muoiono ogni anno mille persone, tra ciclisti e pedoni, investite da veicoli a motore, un quarto del totale dei morti in incidenti stradali“.

    Contemporaneamente la manifestazione si svolgerà anche a Londra, mentre a Roma sono stati già organizzati dei gruppi in bicicletta, che, dopo un giro turistico per il centro, raggiungeranno i Fori Imperiali per le 15.

    Un’altra pedalata finale è prevista per le 17 proprio a partire dal parco archeologico dei Fori Imperiali. Tutti coloro che non potranno andare a Roma sono invitati a recarsi in bicicletta davanti al Municipio del proprio comune alle 15, per dare sostegno al programma che Salvaiciclisti chiede che venga approvato dai Comuni a favore della mobilità ecocompatibile.

    Anche i vip sostengono la manifestazione romana #Salvaiciclisti

    A cura di Gianluca Rini

    Salvaiciclisti si propone un obiettivo molto importante. Si tratta di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sicurezza stradale a beneficio di chi va in bicicletta. Il 28 aprile a Roma si svolgerà a questo proposito la Bicifestazione, che punterà essenzialmente su alcuni elementi fondamentali, come i limiti di velocità a 30 km/h, i sensori per i tir in città, l’adeguamento degli incroci più a rischio e l’utilizzo anche dei fondi privati per ricavare piste ciclabili. In effetti la questione è piuttosto controversa e pone parecchi dubbi e interrogativi, perché non si deve ignorare che negli ultimi tempi sono molti i ciclisti che sono morti, fra coloro che usano la bicicletta in vista della sostenibilità ambientale.

    L’utilizzo della bici può essere inserito all’interno di uno stile di vita ecosostenibile. Dobbiamo infatti tenere sempre in considerazione che l’uso della bicicletta non inquina e quindi ha un basso impatto ambientale. Tuttavia sono 2.556 i ciclisti morti negli ultimi dieci anni.

    Nel corso della Bicifestazione saranno proposte le storie di alcuni ciclisti in particolare, in modo da rivendicare uno spazio di mobilità troppo spesso messo a rischio. Sarà l’occasione per vedere la città con gli occhi dei ciclisti e dei pedoni, in modo che questi possano ottenere un maggiore spazio rispetto a quello che è riservato alle automobili.

    La sicurezza stradale è strettamente connessa al rispetto dell’ambiente e non possiamo non tenerne conto. Al di là delle singole manifestazioni, dovrebbe essere un concetto, di cui conservare memoria giorno per giorno in vista della costruzione di una società più responsabile.

    Sicurezza stradale: #salvaiciclisti approda a Roma [VIDEO]

    Questa mattina il palazzo della provincia di Roma si è svegliato con una novità in più: è dalle prime ore del giorno, infatti, che campeggia all’ingresso della sede dell’ente di gestione del territorio, palazzo Valentini, questo stendardo. Il presidente della giunta, Nicola Zingaretti, spiega il gesto come una testimonianza tangibile per il sostegno alla mobilità sostenibile su due ruote, e dimostra tutto l’interesse della giunta per un piano di sicurezza stradale che comprenda anche la tutela dei ciclisti. L’iniziativa aderisce all’omonima campagna che avrà ampia visibilità grazie alla manifestazione nazionale, indetta a Roma per il 28 aprile alle ore 15, nei pressi dei fori imperiali.

    Dopo aver aderito con interesse a #salvaiciclisti, la Provincia formalizza con questo gesto il proprio impegno per garantire a chi si muove sulle due ruote la piena sicurezza stradale.

    Qualche dubbio sul coinvolgimento dell’amministrazione locale e sulla sua posizione in merito però c’è stata, soprattutto da parte degli organizzatori. Sono loro, infatti, a dichiarare che è stata seguita tutta la burocrazia necessaria per svolgere al meglio il sit-in del 28 aprile. Le pratiche sono state avviate lo scorso 6 marzo e solo ora, l’11 aprile, c’è l’ok definitivo per procedere ad una manifestazione assolutamente pacifica e che, anzi, mira a sostenere lo sviluppo sostenibile del territorio.

    La giunta, però, dice di essere impegnata in prima linea: una delibera, infatti, prevede che si concluda al più presto lo sviluppo del piano provinciale per la ciclabilità, il quale dovrà essere completato da una mappatura completa ed approfondita degli incroci più pericolosi dove sarà necessario un intervento strutturale. Autovelox, miglioramento della segnaletica e limitatori della velocità dovrebbero essere i mezzi attraverso i quali realizzare questo ambizioso progetto, risorse economiche permettendo.

    La giunta si è impegnata con i promotori dell’iniziativa anche a sostenere il piano ciclabile dei singoli comuni, e a sviluppare una campagna di informazione e di sensibilizzazione nei confronti della popolazione per una maggiore attenzione e rispetto delle norme del codice della strada. Nonostante qualche tempo fa vi avessimo segnalato che le piste ciclabili in Italia fossero in aumento, vi avevamo raccontato anche dei problemi che ci sono per le piste ciclabili proprio a Roma. L’amministrazione locale ha intenzione di mettere mano anche a questa questione, speriamo tenendo in considerazione anche innovazioni proposte come la possibilità di far circolare le bici contromano sulle piste ciclabili.

    Si avvicina la manifestazione Salvaiciclisti, c’è fermento

    Si avvicina l’appuntamento Salvaiciclisti di Roma. I manifestanti promettono di sdraiarsi tutti per terra davanti al Colosseo. Un segno pacifico per testimoniare la loro contrarietà al passaggio di pullman turistici, auto, moto e qualsiasi mezzo inquinante. Il motivo della loro indignazione -più che legittimo- è che in quanto ciclisti vengono calcolati meno di zero, a volte con forti rischi sulla propria vita.

    I 2556 ciclisti che negli ultimi 10 anni sono morti sulle nostre strade non sono solo numeri, sono persone che avevano una vita, una famiglia, degli affetti; una voglia di vivere che gli è stata tolta così, ingiustamente, per la disattenzione o la prepotenza di un automobilista o di un motociclista. Servono più tutele, è evidente, ma forse ora lo sarà ancora di più.

    Sono molti i sindaci ad avere annunciato di aderire con piacere all’iniziativa, ma gli organizzatori sono chiari: o portano con loro delibere e atti concreti in favore delle piste ciclabili e dello sviluppo della mobilità sostenibile, oppure possono evitarsi la fatica di partecipare, assolutamente inutile.

    Se ancora pensate che siano pochi idealisti troppo legati alle tematiche ambientaliste, vi sbagliate di grosso: gli attivisti di Salvaiciclisti e Fiab sono stati infatti ricevuti perfino dalla Commissione parlamentare Trasporti, segno che qualcosa anche alle alte sfere si sta muovendo, che i movimenti di protesta stanno generando un interesse generale anche ad alto livello. È per questo che è importante partecipare: perché ognuno, se messo insieme ad altri, può fare la differenza, e far sentire così la propria voce. Il rispetto dell’ambiente e la scelta di una mobilità più sostenibile sono questioni che riguardano tutti e che possono fare la differenza anche nel nostro Paese: contribuire dovrebbe essere dunque un dovere morale di ciascuno.

    I vip scendono in campo a sostegno della manifestazione

    Scendono in campo anche i vip per la manifestazione nazionale sulla sicurezza in bicicletta, per una maggiore mobilità sostenibile. Se sul web le adesioni sono arrivate fino a 18000, i personaggi famosi che hanno confermato il loro interesse per il tema sono davvero moltissimo, dalla scienziata Margherita Hack alla scrittrice Susanna Tamaro, passando per Nicola Savino, Jovanotti, Paolo Belli, Filippa Lagerback e molti altri.

    È la Tamaro la prima a parlare, a dire che quando ha vissuto a Roma si è sempre mossa in bicicletta, mezzo da lei preferito per i suoi spostamenti nonostante il terribile incidente stradale che l’ha vista coinvolta nel 2005. A maggior ragione, anzi, è per questo che si dice fermamente convinta della positività di questa campagna e della necessità di migliorare l’educazione civica al riguardo.

    Margherita Hack dichiara guerra agli automobilisti indisciplinati e agli scooter: sono loro, dice, il vero pericolo per i ciclisti. La scelta di una mobilità sostenibile su due ruote, soprattutto nei centri cittadini italiani così stretti e caotici, sarebbe perfetto, e il compito dei politici dovrebbe essere proprio quella di agevolarla, anche se al momento le cose stanno ben diversamente. Secondo la Hack, inoltre, lo sviluppo di piste ciclabili e l’incoraggiamento ad inforcare più spesso la bicicletta permetterebbe di ridurre l’inquinamento atmosferico e di vivere meglio anche il centro urbano.

    Filippa Lagerback, svedese di nascita, rivendica la scelta della bicicletta come simbolo di movimento in libertà, e spiega che nel paese nordico era assolutamente il mezzo più utilizzato. Il suo arrivo a Milano e strade troppo pericolose hanno rallentato questa sua attività, che ha avuto però un piacevole ritorno (anche se moderato e prudente) con l’arrivo di sua figlia.

    Linus, vera anima di Radio Deejay, non poteva mancare tra i vip che hanno aderito alla manifestazione a tutela dei ciclisti, essendo lui un amante del benessere fisico.

    Loro e molti altri personaggi dello spettacolo consigliano di andare a Roma il 28 aprile per far sentire la propria voce, e far capire che la sicurezza dei ciclisti non è tra i provvedimenti che possono ancora aspettare.