Sabbie bituminose: la Commissione Europea fissa i criteri per i carburanti fossili

Sabbie bituminose: la Commissione Europea fissa i criteri per i carburanti fossili

L’Italia ha votato contro una proposta ambientalista portata avanti dalla Commissione Europea per fissare criteri di qualità relativi ai carburanti fossili, e in particolare sulle sabbie bituminose

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    Le sabbie bituminose costituiscono un problema per quanto riguarda l’inquinamento ambientale. Eppure l’Italia non sembra aver fatto molto in questo senso, soprattutto ultimamente, quando in occasione della valutazione di una proposta della Commissione Europea per fissare i criteri di qualità per i carburanti fossili il rappresentante italiano del governo Monti si è schierato contro la proposta stessa. Questa proposta è molto interessante dal punto di vista ambientale.

    Sono state anche le stesse associazioni ambientaliste a sostenere la proposta che vuole l’immissione sul mercato soltanto dei carburanti fossili che prevedano l’opportunità di generare meno emissioni di carbonio.

    Ma il nostro Paese ha votato contro, insieme ad altri Stati europei, fra i quali anche la Spagna, la Polonia, l’Ungheria, la Bulgaria e altri. In ogni caso non si è raggiunta la maggioranza né a favore né contro la proposta.

    E proprio per questo adesso il tutto è passato al Consiglio UE. La proposta ha l’obiettivo di assegnare alle sabbie bituminose un’intensità di carbonio di 107 grammi per megajoule di carburante.

    Ricordiamo invece che i carburanti fossili tradizionali hanno un’attribuzione di carbonio pari a 87,5 grammi. Gli esperti hanno infatti verificato che l’estrazione di carburante delle sabbie bituminose determina una maggiore immissione nell’atmosfera di emissioni di CO2, perché è maggiore il dispendio di energia implicato dal processo.

    Approvare la proposta della Commissione Europea sarebbe fondamentale per eliminare ogni rischio connesso ai cambiamenti climatici.

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