Risparmio energetico: federalismo “cinese” da importare in Italia?

Risparmio energetico: federalismo “cinese” da importare in Italia?

In Cina ha preso il via un'interessante sperimentazione sul risparmio energetico, in una sorta di applicazione federalista della riduzione degli sprechi e dell'efficientamento della produzione energetica

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    Efficienza energetica

    In Cina ha preso il via un’interessante sperimentazione sul risparmio energetico, in una sorta di applicazione federalista della riduzione degli sprechi e dell’efficientamento della produzione energetica. Il Paese asiatico sta infatti dando formalizzazione a un progetto di assegnazione di obiettivi di risparmio energetico per singola regione, al fine di conseguire un macro-target di riferimento nei tempi dovuti. Questo “eco-progetto federalista” funzionerebbe anche in Italia?

    La Cina vuole assegnare degli obiettivi flessibili ad ogni area del proprio territorio, coinvolgendo in maniera più diretta le regioni per contrarre il consumo di energia per unità di prodotto interno lordo tra il 10% e il 18% entro il 2015.

    Particolarmente importanti sembrano i target assegnati alle metropoli locali, con Shanghai e Tianjin che dovranno rimboccarsi le maniche per cercare di conseguire l’obiettivo di risparmio energetico loro assegnato, attualmente pari al – 18%.

    Significativo è anche il target assegnato alla capitale: Pechino dovrà infatti cercare, in cinque anni, di ridurre i consumi energetici di almeno il 17%.

    Oltre agli obiettivi di risparmio energetico, assegnati anche i target di produzione di energia pulita (non fossile), con una quota di eco-energie che dovrà garantire uno sviluppo che per la sola capitale cinese sarà di almeno 11,4 punti percentuali rispetto alle attuali soglie.

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