Rinnovabili: il fotovoltaico che si ripara da solo

Rinnovabili: il fotovoltaico che si ripara da solo

basandosi su una strategia utilizzata dalle piante, dal MIT arriva la notizia che si sta mettendo a punto una nuovo tecnica che permetterà ai futuri pannelli solari di ripararsi autonomamente

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    fotovoltaico che si ripara da solo

    Le novità in campo scientifico non smettono mai di stupirci, questa volta dal MIT arriva la notizia del fotovoltaico che si ripara da solo. Secondo quanto si apprende al famoso centro di ricerca sono riusciti ad imitare la capacità rigenerativa delle piante applicandola ai pannelli solari. Il risultato è che i pannelli sono in grado di ripararsi autonomamente.

    Le piante rappresentano gli organismi viventi che meglio utilizzano l’”energia solare” per le loro attività; proprio per questo i ricercatori del MIT hanno voluto imitare una caratteristica intrinseca delle piante ed applicarla alla tecnologia fotovoltaica. Alcune proteine presenti nelle foglie, esposte alla luce del sole si degradano ma, grazie a questa particolare caratteristica, le piante sono in grado di demolirle per poi riassemblarle.

    Appena qualche giorno fa vi parlavamo di un pannello fotovoltaico autopulente ed ora vi parliamo di una scoperta altrettanto straordinaria. La rivoluzione nel mondo del fotovoltaico sta nel fatto che Michael Strano è riuscito a realizzare un fotosistema simile a quello delle piante che galleggia in una soluzione assieme a dei nano tubi di carbonio, in grado di condurre mille volte meglio l’elettricità rispetto al rame.

    Aggiungendo un disperdente al sistema, le sue parti si disgregano, eliminando il disperdente le parti si ricostruiscono da sole; applicando questo sistema ai pannelli fotovoltaici ne garantisce un efficienza pari al 40%!

    Attualmente l’unico punto debole di tale tecnica è la velocità con cui il sistema si disgrega e si ricostruisce, migliorando questo aspetto si potrebbero avere ottimi risultati specie per i nuovi pannelli fotovoltaici che non si basano sul silicio ma che allo stesso tempo devono garantire requisiti economici, di flessibilità e di durata. Vedremo nel prossimo futuro cosa ci riserverà la scienza.

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