Radiazioni nucleari, un nuovo studio: “Non è vero che sono pericolose”

Radiazioni nucleari, un nuovo studio: “Non è vero che sono pericolose”

Una ricerca americana ha messo in evidenza che le radiazioni, entro un certo limite, anche superiore di 400 volte a quello normale, non comportano danni

da in Nucleare, scorie radioattive
Ultimo aggiornamento:

    radiazioni nucleari pericolose

    Le radiazioni molto probabilmente non sono così nocive come fino ad ora si è creduto, di conseguenza l’esposizione ad esse non comporterebbe particolari pericoli. È questa la a dir poco rilevante novità emersa in seguito ad uno studio dell’Institute of Technology nel Massachussetts. In seguito a questa scoperta si dovrebbero rivedere tutte le politiche e le strategie che i vari Governi nel mondo hanno messo in atto per affrontare le emergenze nucleari. Decisamente comunque la scoperta è destinata a suscitare parecchie polemiche.

    Tutti noi infatti abbiamo potuto constatare i rischi in cui ci è ritrovati in seguito al pericolo nucleare in Giappone e, ancor prima, a Chernobyl. Eppure, come ha spiegato la professoressa Jacquelyn Yanch, “è importante capire qual è la dose esatta che provoca danni e quando invece è possibile rimanere nella zona in cui è avvenuto un incidente nucleare senza subire rischi per la salute.”

    Questo vuol dire quindi che entro un certo limite le radiazioni nucleari possono anche non essere pericolose? Gli esperti assicurano che sarebbe proprio così ed affermano che la ricerca fino ad ora si è concentrata solo sugli effetti derivanti da un’esposizione a dosi massicce di radiazioni.

    Un’esposizione a dosi moderate, in un periodo di tempo relativamente lungo, comporterebbe invece delle conseguenze differenti.

    I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista “Environmental Health Perspectives”. Gli studiosi hanno utilizzato delle cavie da laboratorio, esponendole ad un livello di radiazioni superiore di 400 volte e non hanno riscontrato nessun danno al loro materiale genetico.

    A questo proposito la professoressa Jacquelyn Yanch ha dichiarato: “Attualmente, negli Usa e in molti altri Paesi con un livello di radiazioni 8 volte superiore alla norma si procede all’evacuazione totale delle aree coinvolte. Tuttavia, dopo un’esposizione di 5 settimane a livelli 400 volte superiori, non abbiamo riscontrato danni significativi per il Dna. Non ci sono dati che sostengano che simili tassi di radiazione facciano male”.

    Sarà il caso di crederci veramente? È stata sbagliato evitare di riportare danni per la salute e per la sostenibilità ambientale, adottando misure come l’evacuazione? Sono molti gli interrogativi che lo studio americano suscita in noi.

    385

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Nuclearescorie radioattive
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI