Raccolta differenziata: l’Ecopoint che funziona col cellulare

La raccolta differenziata del futuro si appoggia alla telefonia cellulare

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    Ecopoint contenitore

    Quando il telefonino ha il potere di diventare la chiave del futuro della raccolta differenziata. Il progetto è nato da un’idea di Fausto Di Stefano, titolare di una ditta del Nucleo Industriale, ed è diventato subito brevetto: un’isola ecologica collegata al cellulare, tramite interfaccia elettronica, che con un semplice sms inviato al gestore dei rifiuti di zona invia lo stesso a svuotare i contenitori ormai saturi. Di Stefano vorrebbe sperimentare a breve un test di questi Ecopoint, in forma completamente gratuita presso il Comune di Termoli. Scopriamone di più su questa innovativa invenzione.

    L’imprenditore ha ideato questo Ecopoint quasi per caso: “Parlando con gli amici e delle difficoltà che hanno incontrato con la raccolta differenziata ho pensato a un modo per rendere le operazioni più semplici e controllate. Dunque ho applicato le mie conoscenze in materia di controllo accessi e di meccanica ed è venuto fuori il prototipo iniziale, a cui poi si è aggiunta l’idea di poter pesare il contenuto. Si tratta di un progetto in via di evoluzione, stavo anche pensando ad un display di utilità pubblica per comunicare avvisi urgenti alla cittadinanza, come ad esempio l’eventuale non potabilità dell’acqua“.

    Ecco spiegato dallo stesso inventore il suo funzionamento: “Semplicemente ti avvicini all’ecocontrol e chiami con il cellulare il numero di telefono che ti viene fornito. C’è una specie di cervellone con tutti i dati che riconosce che sei abilitato e ti rifiuta la chiamata. A quel punto il contenitore si apre elettronicamente e tu puoi buttare i tuoi rifiuti differenziandoli. C’è il bidone della carta, dell’umido, della plastica e del vetro“.

    E quando il contenitore si riempie completamente? “Quando i contenitori sono pieni c’è un’interfaccia elettronica che manda un sms al gestore della raccolta, che passa a ritirare i rifiuti“. Semplice, no?

    Immagine tratta da:

    areasudmilano.it