Quinto Conto Energia 2012, per i piccoli impianti solari nessun registro obbligatorio

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La Conferenza Stato Regioni

quinto conto energia rinnovabili

A cura di G. Rini

La questione del Quinto Conto Energia 2012 è stata affrontata nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni e il ministro dell’Ambiente Corrado Clini sarebbe rimasto piuttosto soddisfatto. La Conferenza Stato – Regioni ha rappresentato il terreno di confronto fra le posizioni del Governo e quelle delle associazioni del settore che hanno chiesto di eliminare i tagli agli incentivi, che rischiano di mettere in crisi il settore del fotovoltaico in particolare e quello delle energie rinnovabili in generale.

Clini ha dichiarato: “Si sta concludendo la Conferenza unificata in maniera positiva. Sono superate le dichiarazioni del governatore della Basilicata, è positivo che le Regioni abbiano fornito delle integrazioni su molti punti dei decreti. Stiamo ricevendo i dettagli, ma stiamo andando verso una convergenza.”

Delle affermazioni che per certi versi sembrano essere in contraddizione rispetto a quanto esposto dal governatore della Basilicata Vito De Filippo, che ha fatto sapere: “Se il governo dovesse decidere di prendersi ancora qualche giorno di tempo per trovare un punto di convergenza più ampio noi siamo disponibili a confrontarci, ma a oggi il parere dei governatori è sfavorevole.”

Rimane da chiarire quindi quale sia stato l’esito effettivo dell’incontro, ma un elemento è certo: non è possibile trascurare il ricorso alle ecoenergie, se vogliamo basarci sulla possibilità di uno sviluppo sostenibile a tutti gli effetti.

Le energie pulite costituiscono una parte importante della green economy, alla quale anche l’Italia dovrebbe puntare per un futuro ecosostenibile in tutto e per tutto.

Il punto della situazione

Per il Quinto Conto Energia adesso è arrivato il momento di affrontare la Conferenza Stato – Regioni. Il Governo, in accordo con le disposizioni stabilite dalle Regioni, dovrà prendere una decisione su eventuali modifiche legislative da apportare, in modo da poter salvare il settore del fotovoltaico che sarebbe in crisi a causa dei tanti temuti tagli degli incentivi. Tra l’altro il Governo deve fare il punto anche sulla situazione sul mancato rinnovo di alcuni bonus, come quello per la sostituzione delle coperture in amianto con i pannelli solari.

Decisa appare la posizione delle associazioni di settore, che vogliono che il Governo ritorni indietro su alcune decisioni. Ecco nello specifico che cosa ha detto Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE, richiedendo: “Un sistema virtuoso che diminuisce il valore dell’incentivo all’aumentare del volume delle installazioni è la strada da seguire. Ma se il Governo intende mantenerlo, almeno prevediamo un innalzamento a 200 kW della soglia di accesso.”

Alle dichiarazioni di Natalizia fanno seguito quelle di Paolo Rocco Viscontini, presidente e AD di Enerpoint, che ha spiegato: “I provvedimenti contenuti nelle bozze dei decreti ministeriali risultano restrittivi per lo sviluppo del mercato. Riteniamo indispensabile, quindi, che il Governo apporti delle sostanziali modifiche, in assenza delle quali si compromette la sopravvivenza di molte aziende del settore, con conseguenti ripercussioni negative sull’occupazione e sull’economia nazionale.”

Non dobbiamo dimenticare d’altronde che le energie rinnovabili in generale e il fotovoltaico in particolare rappresentano un settore essenziale per il nostro Paese anche per quanto riguarda lo sviluppo economico, uno sviluppo sostenibile.

Anche il Senato ha deciso di sostenere le Regioni, in modo che il Governo possa agire in tempi brevi ed emanare in via definitiva i decreti sulle rinnovabili e in particolare sul fotovoltaico. Le associazioni e le Regioni avevano chiesto al Governo di rivedere il sistema per la concessione degli incentivi sulle fonti rinnovabili, in modo da poter evitare tagli troppo pesanti, che potevano mettere in crisi il settore. Adesso anche il Senato si è impegnato a sostenere questa battaglia. A questo proposito risultano rilevanti alcune dichiarazioni rilasciate proprio dagli esponenti del Senato.

In particolare Francesco Ferrante, senatore del PD, ha affermato: “Il Governo non può non ascoltare le voci che si sono levate in questi giorni: il voto in Senato a larga maggioranza di ieri che ha certificato una volontà politica pro rinnovabili, il grido di allarme lanciato dagli Stati Generali delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, le posizioni dei sindacati, e anche un considerevole movimento di opinione pubblica, consapevole dell’importanza delle rinnovabili per migliorare la politica energetica del Paese“.

Il Senato si dichiara ottimista sul fatto che il Governo possa agire con discernimento ed arrivare a prendere quelle misure importanti per non mettere in difficoltà il futuro delle energie rinnovabili, che rappresentano davvero una risorsa preziosa in termini di sostenibilità ambientale.

L’efficienza energetica e un impatto ambientale minimo si possono avere solo puntando sulle ecoenergie e le forze politiche del nostro Paese non dovrebbero sottovalutare la questione nell’ottica di un futuro ecocompatibile.

Il Quinto Conto Energia desta ancora parecchie polemiche, perché da molti viene visto come un sistema di tagli alle energie rinnovabili in generale e al fotovoltaico in particolare. E’ proprio questa l’accusa che rivolge al Governo Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd. Secondo Franceschini i tagli potrebbero scoraggiare le aziende e gli investimenti nel settore, mentre il mercato avrebbe bisogno di stabilità e di trasparenza.

Franceschini ha scritto una lettera al ministro Corrado Passera. Ecco che cosa ha affermato nella lettera in questione: “I decreti ministeriali per l’incentivazione del fotovoltaico e per le altre fonti di energie rinnovabili appaiono carenti e discutibili ed hanno inevitabilmente sollevato le proteste degli operatori e le osservazioni delle Regioni. In particolare il Quinto Conto Energia, così come è stato proposto, sembra più una scorciatoia per tagliare le tariffe che il frutto di una strategia coerente e complessiva.”

Dario Franceschini ha ribadito l’importanza di adottare una strategia specifica per puntare all’efficienza energetica, in modo da garantire l’approvvigionamento energetico e la riduzione dei costi della bolletta sia per le famiglie che per le imprese.

La strada percorribile è quella di insistere sulle fonti rinnovabili, consentendo di raggiungere un doppio obiettivo: il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni.

Tutto ciò significa prendere veramente in considerazione la green economy e lo sviluppo sostenibile, strade maestre verso la protezione dell’ambiente e la crescita economica del nostro Paese.

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Sab 07/07/2012 da Gianluca Rini in

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Valeria 31 marzo 2012 13:40

Ma quei progetti avviati nel corso del primo semestre che hanno già previsto accordi con fornitori, banche e dipendenti….che fine fanno se gli incentivi vengono drasticamente modificati dal primo luglio 2012.
E’ possibile pensare che un’impresa si programmi l’attività di mese in mese?.
Che indicazioni e valutazioni Vi giungono in merito alla decorrenza del calo degli incentivi?

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Francesco 31 marzo 2012 15:07

nessuna indicazione per ora, e’ pur vero che bisogna dare un taglio a quelli che secondo me sono per il fotovoltaico un il problema principale, i grandi impianti. NN si puo’ pretendere di creare una sorta di legame imprenditoriale scartando quelle che sono le esigenze principale dell’ambito residenziale. Bisognerebbe creare una macchina tale da favorire sia gli investimenti dei piccoli tale da poter dare anche un appoggio finanziario sperando che le banche nn si prendano troppi miliardi per ricomprarsi titoli italiani.
Penso che il fotovoltaico che come la maggior parte delle energie rinnovabili, faccia parte del nostro futuro, ma ci sara’ sempre qualcuno che omettera’ una verita’ per dare spazio a quelli che saranno i sacrosanti affari di pochi come recenti commenti dell’enel.
O si comincia a capire che bisogna dare una mano al cittadino medio oppure torniamo tutti a casa anche coloro che hanno cominciato con i grandi impianti, e nn mi vengano adire che la luce e’ aumentata per le rinnovabili perfavore.

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Luigi 3 aprile 2012 13:57

Clini dice che il costo del chilowattora dovrebbe abbassarsi con il fotovoltaico.
Ora, considerato che io ho un impianto fotovoltaico sul mio tetto, in questi anni ho visto solo che il costo è aumentato e non di poco del chilowattora. Quindi mi viene da chiedere a che gioco stiamo giocando.
W l’energia pulita e ok, però chi sta al governo cercasse di essere coerente (anche se so che è praticamente impossibile).

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Pier Luigi Caffese 3 aprile 2012 15:49

Finchè la torta era grande e si davano incentivi al fossile e ft che costa tanto con resa bassa tutti si amavano,ora la guerra.Facciamo come i tedeschi diamo la feed-in-tariff tedesca solo a chi stocca e cominciamo a produrre carburanti rinnovabili intorno ad 1 euro alla pompa.E’ possibile? Si,ma l’Eni non vuole perchè non ama la concorrenza non petrolifera.Cominciamo a ragionare ed analizzare i progetti in base all’occupazione ed allora vince il mio che darebbe 220.000 posti ai giovani al costo di 17 miliardi per 600 GW e 70 miliardi di litri di carburanti rinnovabili che ad 1 euro litro alla pompa sono 70 miliardi.
L’Italia non si sviluppa perchè l’energia con l’agribusiness(500.000 posti)che sono il vero traino vengono bloccati dal gioco incrociato delle lobbies.

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Guido 5 aprile 2012 18:08

Felice possessore di impianto fotovoltaico che beneficia di 0,352€ al kwatt, ritengo che se questi miliardi erogati a favore del fotovoltaico fossero stati spesi per migliorare l’efficienza energetica complessiva di edifici, illuminazione stradale etc. etc., l’ambiente sarebbe decisamente più contento e il risparmio energetico sarebbe stato decisamente superiore.
Ma ormai le cose sono andate così.

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Anna Pirola 6 aprile 2012 09:25

Sinceramente non mi aspettavo un quinto conto energia ora, in fondo il quarto è stato approvato da poco! Aspetto la forma definitiva prima di esprimere un giudizio ma ho come l’impressione che ci riserverà parecchie brutte sorprese… sono pessimista?

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Wendy 18 aprile 2012 15:41

MESSAGGIO INVIATO A TANTI E IGNORATO DA TUTTI I SITI SPECIALISTICI (INCLUSE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DELLE RINNOVABILI) E PRATICAMENTE IGNORATO E OFFUSCATO ANCHE SU FACEBOOK:

Salve,

mi chiamo Wendy.

Io ho un’idea per ottenere dei risultati immediati e certi PER salvare il futuro delle rinnovabili, potrà sembrare difficile da realizzare ma non è così, la maggior parte degli Italiani la condividerà, ovvero:

NOI OPERATORI DEL SETTORE RINNOVABILI, PERCHE’ NON PROPONIAMO UN REFERENDUM POPOLARE ABROGATIVO E ANNULLIAMO IL QUINTO CONTO ENERGIA?

SOLO COSI’ POSSIAMO FARE VALERE GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI E DI CHI NELLE RINNOVABILI HA INVESTITO, TEMPO, DENARO E PASSIONE.

Io sono convinta che non sarà difficile organizzare, finanziare e portare a termine la raccolta delle firme (ne bastano 500.000 in tutta Italia) per fare vedere a tutti, politici “tecnici”, politici, potenti ma anche alle persone oneste, che gli Italiani sono ben lieti di pagare qualcosa in più nella bolletta i cambio di una reale possibilità di trovare un lavoro ai propri figli e parenti (la maggior parte degli impiegati nel settore ha meno di 35 anni….l’unico settore in Italia che funziona!).

La mia può sembrare un’idea fantascientifica, ma non lo è! Dobbiao crederci!

E’ già successo con il nucleare e siamo riusciti a bloccarli (e gli interessi erano ENORMI).

Costituiamoci in Comitato civico (potrebbe essere fondarlo da tutte le associazioni in favore del delle rinnovabili) o potrebbe proporre il referendum la WWF o LEGAMBIENTE.

Siamo tanti, tantissimi, e la gente, il popolo e con noi.

Con le proteste in strada non concluderemo tanto, anzi, sono convinto che se ne fregheranno, com’è successo l’anno scorso.

Se facciamo il referendum popolare, se la proponiamo giorno 18 aprile a Roma, il Governo capirà che deve fare marcia indietro. Capirà che NON SIAMO COGLIONI CHE PROTESTANO E BASTA!

Non possono decidere il nostro futuro contro la volontà del popolo!

FACCIAMO UN REFERENDUM!

UTILIZZIAMO GLI STRUMENTI CHE CI DA LA COSTITUZIONE!

All’interno delle nostre forze ci sono avvocati, tecnici, imprenditori, politici, siamo in tanti e tutti siamo disposti a dare un contributo per promuovere il referendum in Italia.

Io sono convinto che in una settimana raccoglieremmo oltre 5 milioni di firme se diffondiamo agli Italiani le “vere” notizie sulle rinnovabili e non le menzogne che sono circolate nei giorni scorsi in TV e sui GIORNALI.

Il costo delle rinnovabili lo pagano gli Italiani (che attualmente finanziano anche le lobby, per imposizione) pertanto, devono essere gli Italiani a decidere se questo settore deve essere bloccato e UCCISO.

Io credo che tutti siamo disposti a dare un contributo economico e di impegno per organizzare immediatamente questa cosa.

Siamo tanti e tutta gente abituata ad alzarsi e lavorare, per noi organizzare un referendum nelle maggiori città d’Italia sarebbe un stupidaggine.

Non abbiamo alcun problema per farlo, ci autofinanziamo, non abbiamo bisogno di nessuno, siamo autonomi, per questo i potenti ci temono e i loro “servi” politici ubbidiscono e distruggono le rinnovabili!

Siamo tanti, tantissimi, ormai è difficile fermarci, ci fermano solo con le Leggi illeggittime, ma noi possiamo abrogarle con il referendum!

Pensiamo a chi ha attualmente investimenti in corso, impianti già commissionati, oneri tecnici già spesi, fidejussioni bancarie personali sottoscrtte con le Banche…..e se non riesce a connettere gli impianti entro il primo di Luglio??? Bene, facile, fallisce e licenzia tutti, e se non è tanto forte caratterialmente…magari si suicida!

MINACCIAMO IL GOVERNO CON UNO STRUMENTO DEMOCRATICO, VERO E SOPRATTUTTO EFFICACE, PROPONIAMO E NEL CASO OCCORRA FACCIAMO UN REFERENDUM POPOLARE! VINCEREMO!

Già solo con questa minaccia il Governo capirebbe che si esporrebbe a rischi e danni economici colossali (il referendum in un paio di mesi abrogherebbe la Legge).

Immagginiamo se venisse approvato il V conto energia e dopo due mesi venisse abrogato dal popolo….lo Stato dovrebbe risarcire miliardi di Euro agli investitori Italiani ed Esteri (questo il caro NAPOLITANO lo comprenderebbe bene…potrebbe invitare i Ministri a fare marcia indietro no?).

Se facciamo questa proposta-minaccia (e il Governo sa benissimo che se partisse un referendum del genere PERDEREBBE) sicuramente il Governo quantomeno rifletterà prima di approvare il Decreto per come lo ha abbozzato.

DOBBIAMO FARE SALVAGUARDARE SERIAMENTE GLI IMPRENDITORI CHE HANNO INVESTIMENTI IN CORSO….IL V CONTO ENERGIA ALMENO DOVREBBE DARE TEMPO FINO AL 31 DICEMBRE!

Voglio infine sottolineare due ultime cose

1) Questo nuovo V Conto energia creerà danni anche e soprattutto a tutti gli Enti pubblici locali che hanno dato in affitto o hanno concesso il diritto di superficie a privati che avrebbero dovuto realizzare impianti fotovoltaici (pagando dei canoni di locazione) sobbarcandosi anche gli oneri di sostituire coperture in eternit o amianto e accollandosi gli oneri di manutenzione degli edifici. Ebbene si, se si approvasse il V conto energia i privati risolverebbero i contratti con gli Enti pubblici e gli enti stessi avrebbero perdite enormi.

Questo V Conto energia quantomeno avrebbe dovuto salvaguardare gli investimenti in corso su edifici della pubblica amministrazine…..nemeno quello! INCREDIBILE!

2)NEL QUARTO CONTO ENERGIA C’E’ SCRITTO CHIARAMENTE CHE I PICCOLI IMPIANTI NON CONCORRONO AL RAGGIUNGIMENTO DEL LIMITE DI COSTO MEDIO ANNUO……..sulla base di questa disposizione normativa, nessun imprenditore che ha investito poteva aspettarsi che con il V CONTO ENERGIA (la cui nascita era già prevista nel IV CONTO ENERGIA al raggiungimento di 6-7 miliardi) potesse fare diventare i piccoli impianti uguali ai grandi impianti. Nel IV conto energia questo è categoricamente escluso fino al 31/12/2012. Pertnato….chi ha investito e ora non riesce a connettersi entro il 01/07/2012 che farà???? SI SUICIDA!?! NOOOO FACCIAMO IL REFERENDUM E ANCHE I RICORSI COLLETTIVI AL TAR LAZIO, CHIEDENDO I DANNI!

SE AGIAMO ASSIEME VINCIAMO, SE NON CI UNIAMO SIAMO GIA’ MORTI!

Attendo vostre notizie e mi ritengo a disposizione per qualsiasi forma di collaborazione.

Un’ operatrice del settore fotovoltaico

WENDY

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Halba srl. Na 12 giugno 2012 15:22

PERCHE’ NON PROPONIAMO UN REFERENDUM POPOLARE ABROGATIVO E ANNULLIAMO IL QUINTO CONTO ENERGIA?
SAREBBE UN OTTIMA IDEA DA ATTUARE
UNIAMOCI

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Stefano 15 giugno 2012 18:10

Ciao WENDI il fotovoltaico deve vivere da solo, basta con incentivi per arricchire poche persone.
Gli investimenti vanno fatti in altri settori per esempio la fusione fredda; il nostro bravo governo ha rifiutato di investire nei nostri ricernatori (dott. andrea rossi) che guarda un po’ se ne è andato in grecia e con l’america sta già facendo prototipi funzionanti.
Li’ e’ da investire !!!E’ quella la vera III rivoluzione Industriale…
Il fotovoltaico ha rovinato migliaia e migliaia di ettari di bellissime colline e prati italiani…
Ora cominciamo pure sui tetti cosi’ ci giochiamo ance i centri storici in futuro..

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Massimo Locci 2 luglio 2012 23:17

Wendy mandami una mail massimolocci2009@libero.it , condivido condivido ed a chi fosse interessato mando un mio documento chiamato SALVA ALCOA ti farai ,vi farete 2 risate. mandami.mandatemi un mail ti, vii invio il documento, vale per tutti i lettori.
Massimo

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Laura coletti 23 luglio 2012 12:13

sono d’accordo su tutto quanto ha esposto. Se l’unica strada per dimostrare di esistere come entità concreta per cittadini di un paese che non ritengo più democratico è quella di fare un referendum qualcuno mi indichi come iniziare. grazie

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Pier Luigi Caffese 21 maggio 2012 17:54

Il Senato ha il mio Rapporto con il progetto benzina rinnovabile ad 1 euro litro.Come si ottiene il biofuel?
Facendo il contrario di quello che si fa oggi,cioe’ si usa il 100% biomassa e il biofuel è caro.Metto il 70% in energia GW e tratto la biomassa che vale 30% nella bioraffineria HTSE che utilizza alte temperature elettrolisi vapore.Con questa nuova tecnologia validissima ho un leverage o moltiplicatore del 250%.Poi uso per i GW d’energia l’abbinamento vento in mare ed hydro moderno o modulare per cui 40 GW di vento ligure si trasformano in 200 GW stoccati via hydro nel Po e con 200 GW ottengo 130 miliardi di litri di benzina rinnovabile ad 1 euro litro.Chi ostacola il progetto benzina ad 1 euro da rinnovabili.I soliti noti UP e tanta ma tanta burocrazia che vive di benzina fossile sempre piu’ cara.Bondi dove sei?

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Pier luigi caffese 3 settembre 2012 16:27

La benzina oggi vola oltre 2 euro litro e con le perforazioni in mare andrà a 2,50 euro litro per la gioia dei petrolieri nostrani che sono sempre lieti del pozzo marginale caro da 125 dollari barile.Per inciso i pozzi del golfo Mexico sono a 5 dollari barile.Il Governo con le perforazioni approva l’aumento oltre 2 euro.Cosa fare?
I furbi francesi impongono a breve 1,20 euro nella Grande Distribuzione che ormai ragginge Total.Magari il Governo copiasse i francesi.Nel mio piano produco a 0,50 euro e vendo 1 euro alla pompa.Come produco?
Tratto la biomassa ad alta temperatura vapore ma mi autoproduco l’energia elettrica da mare ed acqua.Ma Lei è pazzo? No,concreto ed attendo critiche da ingegneri fossili che studiano poco,sanno solo
importare per 80 miliardi annui,bloccando720.000 giovani.La defi biofuel est ouverte!

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Stefano 15 giugno 2012 17:58

Ssi fa un gran parlare del taglio incentivi con la conseguente perdita dell’occupazione futura. tTngo a dire che molte aziende sono in crisi per scelte sbagliate ed incompetenza dei loro amministratori.
Con il fotovoltaico sono diventati tutti imprenditori in due anni.
Poi resta facile accusare sempre il governo che, guarda un po’ ci da sempre pochi quattrini”

Intanto dovemo pagare una mare di miliardi nei prossimi 20 anni……….

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Lina 14 luglio 2012 13:56

Buongiorno, sono la moglie di un imprenditore veneto nel settore del fotovoltaico costretto suo malgrado a ridimenzionare la sua azienda con licenziamenti dolorosi causa questo 5° conto energia che invece di promuovere lo sviluppo del settore , inginocchia e decapita tutte le persone che in questo progetto hanno veramente investito e creduto . Con pochi accorgimenti e variazioni , questo 5° conto energia avrebbe potuto rappresentare , come accade in altre nazioni , un punto di forza e di vanto per il nostro paese e premiato immensi sforzi lavorativi . Invece dobbiamo renderci conto che siamo in Italia ed i nostri Ministri non hanno alcuna preparazione nel ramo del fotovoltaico e che a questo punto mi viene da pensare che essi sono guidati da ben altri interessi .Nel congedarmi da voi mando un abbraccio a tutte le famiglie come la mia che in questo ennesimo triste momento non sanno più che Santo pregare , un bacio Lina.

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