Protezione animali: storia di una ragazza olandese che (dicono) scuoi cani e gatti

  • Commenti (1)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

cane e gatto

Ci siamo occupati anche in questi giorni di storie di protezione degli animali, di amore e passione che i volontari mettono per salvarli e riportarli alla vita; è un tema sempre attuale e che tocca la coscienza della gente. Forse per questo fa così notizia la storia di questa ragazza olandese, che qualcuno dice si diverta a compiere azioni di maltrattamento di animali, come scuoiare cani e gatti. Ma è veramente così?

Lei, conosciuta in arte come Tinkebell, ha scelto di spiegare al mondo qualcosa in più. Tinkebell è in realtà un’artista che cerca di evidenziare le zone d’ombra della nostra società, ponendo l’accento sulla necessità di salvaguardare la vita degli animali o di avere una maggiore tutela ambientale.
Questo stride tantissimo con il fatto che, per esempio, la ragazza vada in giro con borse fatte con peli di cuccioli di gatto -è per questo che viene accusata di maltrattamento di animali-. Ma è lei stessa a spiegare che quando ciò avviene utilizza pelli ricavate da animali morti per cause naturali o investiti dalle auto. Non si stupisce, però, che la gente pensi che sia lei stessa ad ammazzarli: come dice Tinkebell, infatti, è normale che ciò accada in una società abituata a porre fine alla vita degli animali per cibarsene o per vestirsi.
Le sue azioni provocatorie sono, appunto, solo tali, proprio perché lei non mangia né si veste con carcasse di animali, bensì ne ha massimo rispetto. E aggiunge anche una considerazione interessante: gli animali domestici dovrebbero essere considerati come esseri viventi con una propria personalità, e non come un prolungamento della personalità dell’essere umano che ne è il prioritario.

Ven 23/12/2011 da Elisabetta Fonte

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Aradis 25 dicembre 2011 05:01
Subtract karmaAdd karma

balle li ammazza davvero! non scusiamola
non facciamo disinformazione

Rispondi Segnala abuso