Premio Nobel per l’ambiente a Rossano Ercolini

Il premio Nobel per l’ambiente è andato a Rossano Ercolini, fondatore dell’associazione Rifiuti Zero

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    Il premio Nobel per l’ambiente è andato all’italiano Rossano Ercolini. Si tratta del fondatore del movimento Rifiuti Zero. Ha vinto il Goldman Environmental Prize 2013. Da 15 anni il riconoscimento non veniva assegnato ad un nostro connazionale. Il suo merito è quello di essersi impegnato nell’ambito dell’attivismo ambientale. Ancora non ci crede, perché non pensava che il proprio lavoro fosse servito anche a livello internazionale.

    Perché il premio a Rossano Ercolini

    La giuria ha spiegato le motivazioni che stanno alla base della scelta di premiare Rossano Ercolini. E’ stato messo in luce il senso di responsabilità con il quale il maestro elementare ha agito, anche come educatore, nell’informare i suoi alunni e tutta la comunità riguardo ai rischi che può comportare una gestione non sostenibile dei rifiuti domestici. E’ riuscito a coinvolgere tutta la scuola, spingendo al riciclo della carta e a sostituire alla mensa le bottiglie e le posate di plastica con altre stoviglie riutilizzabili. Tra l’altro a marzo è stata depositata presso la Corte di Cassazione una legge di iniziativa popolare, che si chiama proprio Rifiuti Zero. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare ad una riforma del sistema di raccolta e di smaltimento, tenendo conto di principi fondamentali: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. A favore di tutto ciò è stata avviata anche una raccolta di firme.

    Rifiuti Zero

    L’attività green di Ercolini ha avuto inizio 40 anni fa. Negli anni ’70, a Capannori, in provincia di Lucca, furono resi noti i piani per la realizzazione di un inceneritore vicino alla scuola dove lavorava. Poi, qualche anno dopo, nel 1994, furono varati i progetti per la costruzione a Lucca di altre due strutture adibite alla distruzione della spazzatura. Ercolini si rese conto che la questione non era affatto da sottovalutare e decise di adoperarsi direttamente. Ha fondato quindi l’associazione Rifiuti Zero, la quale ha portato a dei risultati importanti. 117 Comuni italiani sono stati convinti a convertirsi al riciclo. Nel 2011 ha aderito a questo tipo di strategia anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

    Il progetto si propone di portare avanti un lavoro di riqualificazione ambientale, attraverso specifiche azioni. Innanzi tutto si intendono migliorare i livelli di intercettazione dei materiali che possono diventare oggetto di raccolta differenziata, anche per massimizzarne le rese. Poi si prende in considerazione la criticità legata a quegli elementi che non possono diventare oggetto di riutilizzo. In questo senso si punta sulla riprogettazione industriale per incentivare le buone pratiche. Un’attenzione particolare è rivolta a tutta la filiera e al compostaggio.

    Le regole per rifiuti zero

    Per giungere ad un’adeguata gestione dei rifiuti non servono chissà quali risorse tecnologiche. A volte è una semplice questione di organizzazione, di applicazione delle giuste regole. Il centro di ricerca Rifiuti Zero ci propone delle strategie da attuare. E’ importante separare i materiali alla fonte e attivarsi per la raccolta porta a porta. Dovrebbe essere creato un impianto di compostaggio comune, nelle aree rurali, in modo che gli agricoltori vi possano attingere facilmente.

    Molto importanti sarebbero anche le piattaforme urbane per il riciclo, in modo da rendere partecipe l’intera collettività. Infatti, anche l’uso domestico dovrebbe essere più oculato, a partire dalla spesa per finire all’utilizzo delle risorse idriche. Viene proposta anche la creazione di appositi centri dedicati alla riparazione degli oggetti, i quali poi potrebbero essere riutilizzati. Per spingere i cittadini ad impegnarsi, ideale sarebbe una tariffazione, che facesse pagare le utenze sulla base della produzione effettiva degli scarti non riciclabili.

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