Ponte sullo stretto, le associazioni ambientaliste scrivono un appello a Monti

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Il Ponte sullo Stretto continua a far discutere: dopo il governo Berlusconi, anche il governo Monti si trova a far fronte a questa annosa questione. In particolare, gliela pongono sul tavolo le associazioni per l’ambiente come Fai, WWF e Legambiente (solo per citarne alcune), da sempre preoccupate dell’impatto ambientale di un’opera molto costosa e, fondamentalmente, inutile. C’è da dire che sono anni che le associazioni per la protezione dell’ambiente non mollano e -con coraggio- non smettono di far sentire la loro voce: speriamo che aver cambiato interlocutore possa servire a qualcosa.

La lettera delle associazioni è, come sempre, molto chiara nei suoi intenti: Monti deve fermare il Ponte sullo Stretto. Più di 200 pagine di rilievi e analisi sono state allegati per sottolineare gli aspetti più discutibili del progetto, un’iniziativa che non tiene minimamente conto di cosa significhi la tutela ambientale, i vincoli paesaggistici e il correlato inquinamento ambientale che si andrebbe a produrre.
Uno spreco di denaro pubblico in tutti i sensi: un azzardo in materia ingegneristica -da sviluppare in una delle zone più sismiche d’Italia-, in materia economica -8,5 miliardi di euro che potrebbero essere investiti in modo più intelligente- e in materia di ambiente e territorio -immaginate cosa voglia dire aprire molti cantieri contemporaneamente, senza contare la distruzione dell’ecosistema e l’obbligo alla migrazione per molti animali, uccelli in primis-.
Possiamo sperare che la crisi economica e l’avvento del governo Monti possano avere almeno un effetto positivo: liberarci da un progetto nato fallito, capace di portare più danni che benefici.

Mer 21/12/2011 da Elisabetta Fonte

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Testa Antonio 28 dicembre 2011 18:50
Subtract karmaAdd karma

Sono stupito che organizzazioni così importanti di livello nazionale si facciano strumenti politici di partiti e/o di ideologie che portano danno alla loro credibilità sia per l’argomento ponte sullo stretto sia per nuove problematiche che si affacceranno nel futuro.
Capisco che il ponte sullo stretto rappresenta una importante vetrina dove dare visibilità alle proprie organizzazioni, però il rischio è quello di non approfittarne in senso positivo per le organizzazioni stesse.
Come ben sanno i vertici le osservazioni fatte al progetto Definitivo del ponte sono tutte facilmente confutabili come ad esmpio il problema di messa a deposito del materiale di scavo, si dice che vanno a distruggere l’equilibrio idrogeologico delle valli sovrastranti Messina, come se attualmente le stesse non fossero in dissesto. Le associazioni non evidenziano che oltre a divinire depositi permanenti del materiale di scavo, sono previste opere di consolidamento e messa in sicurezza delle stesse, quindi noon creando dissesti, ma mettendo in sicurezza la zona. Le associazioni mentono e la domanda sorge spontanea quali interessi difendono, forse quelli dei trasporti Marittimi?
comunque per le associazioni di tipo internazionale quale il WWF è veramente imbarazzante saper che in Italia la stessa sta usando sistemi scorretti per contestare un’opera solo perchè è stata sponsorizzata ultimamente da una parte politica avversa.
non si tiene conto neachè del rispetto dovuto all’impegno di centinaia di tecnici nazionali e internazionali che hanno partecipato alla progettazione di questa opera che se realizzata sarà un buon veicolo promozionale per il sistema Italia,
Quale sarà il ritorno di una vittoria di Pirro da parte di questi gruppi abientalisti che preferiscon l’attuale situazione della zona dello stretto, che si protrarrà per molto tempo.

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