Ponte sullo stretto, le associazioni ambientaliste scrivono un appello a Monti

Il Ponte sullo Stretto continua a far discutere: dopo il governo Berlusconi, anche il governo Monti si trova a far fronte a questa annosa questione. In particolare, gliela pongono sul tavolo le associazioni per l’ambiente come Fai, WWF e Legambiente (solo per citarne alcune), da sempre preoccupate dell’impatto ambientale di un’opera molto costosa e, fondamentalmente, inutile. C’è da dire che sono anni che le associazioni per la protezione dell’ambiente non mollano e -con coraggio- non smettono di far sentire la loro voce: speriamo che aver cambiato interlocutore possa servire a qualcosa.
La lettera delle associazioni è, come sempre, molto chiara nei suoi intenti: Monti deve fermare il Ponte sullo Stretto. Più di 200 pagine di rilievi e analisi sono state allegati per sottolineare gli aspetti più discutibili del progetto, un’iniziativa che non tiene minimamente conto di cosa significhi la tutela ambientale, i vincoli paesaggistici e il correlato inquinamento ambientale che si andrebbe a produrre.
Uno spreco di denaro pubblico in tutti i sensi: un azzardo in materia ingegneristica -da sviluppare in una delle zone più sismiche d’Italia-, in materia economica -8,5 miliardi di euro che potrebbero essere investiti in modo più intelligente- e in materia di ambiente e territorio -immaginate cosa voglia dire aprire molti cantieri contemporaneamente, senza contare la distruzione dell’ecosistema e l’obbligo alla migrazione per molti animali, uccelli in primis-.
Possiamo sperare che la crisi economica e l’avvento del governo Monti possano avere almeno un effetto positivo: liberarci da un progetto nato fallito, capace di portare più danni che benefici.
Mer 21/12/2011 da Elisabetta Fonte
















