Ponte sullo stretto, Clini: “Il Governo vuole chiudere al più presto l’iter”

Ponte sullo stretto, Clini: “Il Governo vuole chiudere al più presto l’iter”

Il Ponte sullo Stretto non si farà

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    Si spegne sempre di più l’ipotesi della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. A confermarlo è stato lo stesso ministro dell’Ambiente Clini, tramite le parole del suo portavoce, Jacopo Gilberto. Il Ponte sullo Stretto, quindi, non si farà. Il Governo non ha intenzione di riprendere le procedure avviate dai precedenti Governi e, anzi, si sta muovendo per cercare di chiudere il progetto definitivamente, naturalmente seguendo l’iter legislativo adeguato. Le polemiche erano iniziate qualche giorno fa, quando all’attenzione dei media era arrivata l’ipotesi di una riapertura del procedimento.

    Era stato il quotidiano La Repubblica a parlare di una possibile riapertura del dossier sul Ponte sullo Stretto da parte del Governo. Il ministro però ha voluto smentire la notizia.

    Jacopo Gilberto ha infatti spiegato: “Non c’è alcuna intenzione di riaprire il dossier del Ponte sullo Stretto di Messina. Il Governo vuole chiudere al più presto l’iter aperto anni fa dai governi precedenti e per farlo serve seguire le procedure di legge“.

    Gli ambientalisti, quindi, possono stare tranquilli. L’infrastruttura ipotizzata parecchio tempo fa per collegare, attraverso una strada e una ferrovia, la Sicilia alla Calabria non verrà realizzata.

    Non solo, come era stato annunciato tempo fa, non si tratta più di una priorità del Governo, ma addirittura, a quanto pare, c’è la volontà di archiviare completamente il dossier relativo alla realizzazione del progetto.

    Da questo punto di vista, il ministro Clini è stato quindi molto chiaro. L’ipotesi del Ponte sullo Stretto deve essere completamente archiviata.

    GR

    Il Ponte sullo Stretto continua a far discutere: dopo il governo Berlusconi, anche il governo Monti si trova a far fronte a questa annosa questione. In particolare, gliela pongono sul tavolo le associazioni per l’ambiente come Fai, WWF e Legambiente (solo per citarne alcune), da sempre preoccupate dell’impatto ambientale di un’opera molto costosa e, fondamentalmente, inutile. C’è da dire che sono anni che le associazioni per la protezione dell’ambiente non mollano e -con coraggio- non smettono di far sentire la loro voce: speriamo che aver cambiato interlocutore possa servire a qualcosa.

    La lettera delle associazioni è, come sempre, molto chiara nei suoi intenti: Monti deve fermare il Ponte sullo Stretto. Più di 200 pagine di rilievi e analisi sono state allegati per sottolineare gli aspetti più discutibili del progetto, un’iniziativa che non tiene minimamente conto di cosa significhi la tutela ambientale, i vincoli paesaggistici e il correlato inquinamento ambientale che si andrebbe a produrre.

    Uno spreco di denaro pubblico in tutti i sensi: un azzardo in materia ingegneristica -da sviluppare in una delle zone più sismiche d’Italia-, in materia economica -8,5 miliardi di euro che potrebbero essere investiti in modo più intelligente- e in materia di ambiente e territorio -immaginate cosa voglia dire aprire molti cantieri contemporaneamente, senza contare la distruzione dell’ecosistema e l’obbligo alla migrazione per molti animali, uccelli in primis-.

    Possiamo sperare che la crisi economica e l’avvento del governo Monti possano avere almeno un effetto positivo: liberarci da un progetto nato fallito, capace di portare più danni che benefici.

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