Parchi italiani: tagli del 50% con la manovra?

Secondo il FAI e il WWF la manovra correttiva che prevede il taglio del 50% dei finanziamenti ai parchi italiani metterebbe in crisi il settore, non garantendo l'applicazione di servizi essenziali a difesa della natura

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    I parchi italiani sarebbero a rischio a causa della manovra correttiva 2011-2012 , che prevede un taglio del 50% per quanto riguarda i finanziamenti che vengono spesi dallo Stato a sostegno della tutela ambientale e delle aree naturali protette. La situazione prevista, secondo il FAI e il WWF, metterebbe in pericolo i parchi italiani, perché potrebbe incidere in maniera negativa sui servizi fondamentali che servono a garantire la difesa della natura. Una questione piuttosto difficile e complessa, che ha suscitato già molte polemiche e reazioni da varie parti.

    In effetti, da quanto fino ad ora è emerso, sarebbero molti i servizi che risentirebbero del taglio. Servizi antibracconaggio e contro gli incendi, la vigilanza che vuole combattere i reati ambientali e molte altre funzioni potrebbero risentire in maniera diretta di una mancanza di disponibilità economica. La tutela ambientale non può essere trascurata, perché è una questione fondamentale. Il taglio previsto, secondo l’opinione di chi opera nel settore, potrebbe mettere in crisi i parchi italiani.

    A risentirne sarebbero in modo particolare gli enti che si occupano della gestione delle aree protette. D’altronde i costi da mettere in conto sono tanti, compresi quelli molto importanti per gli indennizzi di taglio boschivo o per i danni alla fauna, senza trascurare le spese per l’educazione ambientale e per la promozione delle riserve naturali.

    La conservazione dell’ambiente è la chiave di svolta essenziale, per proporre una strategia di vita efficace che vada a vantaggio di tutti. Portare avanti questo obiettivo è un modo per offrire un chiaro esempio di sostenibilità ambientale.