Nucleare: Prestigiacomo in Usa per firmare trattato sicurezza

Nucleare: Prestigiacomo in Usa per firmare trattato sicurezza

Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo è a Washington per siglare iun accordo con gli Stati Uniti sulla sicurezza nel nucleare

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    Siglare con gli Stai Uniti un accordo per la sicurezza nucleare, è questo il motivo della visita del ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo a Washington dove nei giorni scorsi si è svolta, tra l’altro, la riunione per l’Energia del Major Economies Forum. Temi alquanto discordanti tra gli argomenti del forum e il motivo principale della visita del ministro negli States.

    Il forum infatti ha come obiettivo quello di promuovere e rilanciare le cooperazioni internazionali sulle nuove tecnologie a favore delle energie rinnovabili, per aumentare l’efficienza energetica, valorizzare l’energia solare, eolica al fine di ridurre in modo significativo la dipendenza dalle fonti fossili. Subito dopo la chiusura dei lavori del forum, verrà invece stipulato l’accordo per la sicurezza nel nucleare tra l’Agenzia governativa americana e l’ISPRA (che rappresenta il governo); il terzo accordo per il governo italiano dopo quello con la Francia e la Slovenia.

    Un segno che dimostra ancor di più la volontà del nostro paese di puntare sull’energia nucleare, come confermato anche dal ministro dell’ambiente che commenta: ”L’appuntamento del MEF (Major Economies Forum è un appuntamento molto importante per l’Italia sia per confrontarsi sulle diverse questioni afferenti l’energia, sia per il trattato sulla sicurezza nucleare che stipuleremo con gli Stati Uniti e che rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la definizione di una via italiana al nucleare su cui il governo ha deciso di scommettersi”.

    Al termine dei suoi impegni istituzionali, il ministro si sposta a Pittsburgh dove visiterà la sede della Westinghouse Electric Company, azienda leader nel settore della produzione di componenti per centrali nucleari e che ha già perfezionato tecnologie diverse da quelle francesi, esaminate dallo stesso ministro nella sua recente visita alla centrale nucleare in costruzione di Flamamville, in Normandia.

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