Niente tagli per le aree protette in Emilia Romagna: hanno ragione le associazioni

Le associazioni ambientaliste protestano per i tagli a svantaggio delle aree protette in Emilia Romagna

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    Non ci dovrebbero essere dei tagli economici per le aree protette in Emilia-Romagna. Le associazioni ambientaliste protestano a ragione. Hanno fatto sentire la loro voce in particolare WWF, Italia Nostra e Lipu, non dimenticando l’importanza delle aree naturali protette come patrimonio ambientale da custodire. L’obiettivo è di interesse generale, perché si tratta di garantire la conservazione degli equilibri naturali che stanno alla base del nostro ecosistema. Sono molti infatti i vantaggi che possiamo ricavare dalla tutela dei siti naturali. Passiamoli in rassegna.

    Da poco è stato dato il via ad un piano di sviluppo nazionale a favore della biodiversità. Le riserve naturali sono molto importanti per la conservazione della biodiversità, per mantenere intatta la qualità del suolo, per la preservazione del paesaggio e della qualità dell’aria e per la tutela delle risorse idriche. Non sono straordinarie solo le immagini delle riserve naturali più belle del mondo, infatti anche quelle italiane offrono spettacoli meravigliosi, tutti da ammirare e da vivere all’insegna di un diretto contatto con la natura.

    Le associazioni che si occupano della tutela ambientale chiariscono:

    Questo sistema però dovrà essere potenziato e non indebolito, sia negli strumenti che negli obiettivi, perché le sfide del futuro richiedono un maggiore impegno per la conservazione della natura. La nuova gestione delle aree protette regionali dovrebbe essere il più possibile unitaria e gestita dal più alto livello istituzionale, ossia dalla Regione.

    Tutto ciò è importante per portare avanti decisive strategie, in modo da conservare il nostro patrimonio ambientale. Per i parchi italiani già in passato si temevano tagli del 50% con la manovra, adesso tutto questo sembra diventato realtà.