Mutamenti climatici: prevederli con la mappa gravitazionale della Terra

Mutamenti climatici: prevederli con la mappa gravitazionale della Terra

E' uscita la nuova mappa che indica le forze di gravità nelle parti del mondo

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    La nuova mappa gravitazionale del Satellite ESA

    E’ uscita la nuova versione della mappa gravitazionale 2010 per prevedere l’andamento dei cambiamenti climatici del nostro pianeta. La nuova cartina è stata realizzata grazie all’ausilio del satellite dell’ESA, tramite la quale è possibile decifrare quanto accadrà prossimamente al nostro clima, sempre intaccato dai fenomeni legati all’effetto serra, con tutte le conseguenze spiacevoli che conosciamo. La mappa gravitazionale, per chi se lo stesse chiedendo, si riferisce alla forza di gravità terreste. Ogni zona della Terra ha il suo valore, come potete vedere con i vostri occhi sulla carta. Ecco quali sono gli sviluppi.

    La mappa gravitazionale nasce nell’ambito di un progetto volto alla costruzione del satellite GOCE, concepito per volare a bassa quota e misurare la forza gravitazionale. Come già anticipato, nei vari punti del globo i valori sono diversi, e questo dipende dalla concentrazione di masse interne (la cui spiegazione, però, è ancora sconosciuta). Un piccolo ostacolo ha però fatto vacillare l’esecuzione di questo progetto, dal momento che far planare un satellite a quote così basse è una manovra azzardata visto che le particelle atmosferiche frenano il suo tragitto e lo portano a cadere.

    Al problema, però, è stata trovata soluzione e Goce è stato fatto viaggiare all’altezza di 254,9 mt da terra con un motore ionico superpotente per ovviare alla difficoltà, in più è stato dotato di un sensore talmente evoluto da captare le minime variazioni della forza gravitazionale.

    Tornando a parlare di quanto ci interessa di più, da quando il satellite è stato lanciato nel marzo 2009 (questo è il cugino dell’altro satellite SMOS) ha saputo cogliere tutti gli aspetti inerenti ai cambiamenti climatici e l’ha fatto tramite lo studio delle correnti oceaniche, le variazioni dei mari, le dinamiche dello scioglimento dei ghiacci. Insomma, ora l’uomo ha a disposizione un mezzo molto attendibile sul quale basare le sue ricerche. Sperando possa servire a prevenire future conseguenze poco gradite.

    Immagine tratta da:
    esa.int

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