Mutamenti climatici: boom delle ondate di calore

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    Su Repubblica.it scopriamo che un gruppo internazionale di ricercatori, a cui partecipa anche l’università di Firenze, ha messo in pratica una simulazione che descrive come sarà il Mediterraneo a partire dal 2030 quando la temperatura avrà raggiunto, se l’effetto serra prosegue in questo modo, l’aumento dei 2°C.

    Ciò che emerge dalla simulazione non è affatto incoraggiante poiché da un lato saranno sempre più diffuse le ondate di calore ed i fenomeni legati alla siccità mentre dall’altro alcune regioni subiranno un incremento delle precipitazioni invernali con evidenti conseguenze sui raccolti, sulle risorse idriche, sullo sfruttamento dei territori dal punto di vista turistico, sull’economia in generale.

    Caldo torrido quindi e soprattutto più a lungo di quanto si sia mai verificato fino ad ora, con un aumento del numero di notti tropicali, cioè quelle in cui le temperature non scendono al di sotto dei 20 °C, estati caldissime che porteranno alle stelle il consumo energetico per l’utilizzo dei climatizzatori, inverni miti che potrebbero favorire alcune colture ed una minore domanda energetica per il riscaldamento. L’Italia resta uno dei paesi più a rischio, insieme a Spagna e Grecia, a causa dei mutamenti climatici.