Montagne italiane: Legambiente dà i voti all’Arco Alpino

Montagne italiane: Legambiente dà i voti all’Arco Alpino
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Legambiente mette sotto analisi le montagne italiane, in particolare l’Arco Alpino. È in queste zone, infatti, che la più popolare associazione per l’ambiente assegna ben 11 bandiere verdi ma anche altrettante bandiere nere. Come è facile intuire, le bandiere del colore più chiaro sono quelle che premiamo le migliori località, mentre quelle più scure sono quelle che segnalano una scarsa tutela ambientale. Le bandiere nere, quelle assegnate a chi non ha saputo tutelare il patrimonio ambientale alpino, sono collocate in tre zone del Piemonte, due del Veneto e altrettante della Lombardia, poi una in Friuli Venezia Giulia, una in Trentino, ancora una in Valle d’Aosta e infine una in Liguria. Il Piemonte è la regione dove le cose vanno decisamente peggio.

In queste aree, segnalano i responsabili di Legambiente, c’è una visione distorta del tema della valorizzazione turistica, dove è più favorita la speculazione rispetto a chi si impegna per una maggiore salvaguardia e tutela dell’ambiente. Mancano, soprattutto, politiche ambientali mirate proprio per una più accorta valorizzazione del territorio.

Le aree che hanno ricevuto voti negativi sono quelle del traforo del Frejus, della provincia di Biella ma anche della provincia di Brescia, così come i comuni della Val Trompia, quello di Enego e di Courmayeur. Le ragioni sono le più disparate, e vanno dallo sfruttamento del territorio al mancato studio del bilancio idrico fino a pessimi investimenti nelle politiche energetiche.

I riconoscimenti invece sono andati soprattutto alla Lombardia, che si aggiudica il primo posto con quattro mete, seguita poi dal Piemonte a cui vanno due mete premiate, e poi ancora il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino e la Valle d’Aosta. Tra gli esempi migliori citiamo il comune di Edolo e quello di Malosco, la provincia di Sondrio ma anche l’associazione per la tutela della pecora Brogna e quella dedicata agli agricoltori custodi della Carnia.

Qui è evidente come gli amministratori locali e gli abitanti dell’area abbiano saputo far crescere la comunità nell’ottica del rispetto dell’ecosistema locale, avendo cura anche dell’aspetto umano e sociale.

Legambiente ha scelto anche di premiare con la bandiera verde i cittadini della Confederazione Svizzera, i quali tramite referendum hanno scelto democraticamente di limitare la costruzione di seconde case per evitare un’eccessiva cementificazione dell’area.

photo: Sisto Nikon (Francesco Sisti)

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Ven 13/07/2012 da in

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