Maltrattamenti e spedizioni aeree: la petizione Peta per Air France

Ci sono dei legami tra maltrattamenti animali e le spedizioni aeree

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    Maltrattamenti animali: sono collegati anche alle spedizioni aeree. Il caso che sta facendo parlare molto di sé è quello relativo ad Air France, contestata dalla Peta per il fatto che la nota compagnia aerea si occupa di trasportare scimmie dalle isole Mauritius verso Paesi statunitensi, ma anche in Europa, dove poi gli animali sarebbero destinati ai laboratori scientifici che si occupano di sperimentazione.

    Numerose sono le azioni di protesta che nel corso del tempo si sono fatte sentire contro Air France, ma quest’ultima ha mostrato di non volersi arrendere nel portare avanti quello che è un business davvero ingente. Si tratta di un traffico che sottopone gli animali a delle vere e proprie crudeltà.

    Le sofferenze delle scimmie

    Le scimmie trasportate da Air France verrebbero catturate in degli appositi allevamenti presenti nelle Mauritius. Questo Stato sarebbe, dopo la Cina, il più grande esportatore al mondo di animali per i laboratori di ricerca sperimentale. Negli allevamenti spesso le regole, che dovrebbero badare alla loro protezione, vengono trasgredite. Degli illeciti vengono commessi anche durante il trasporto delle scimmie. Per esempio, si è scoperto che non ci si attiene al divieto di far viaggiare in aereo scimmie madri con i piccoli e animali in stato di gravidanza.

    Le compagnie aeree manterrebbero segreto tutto ciò e queste violazioni non sarebbero registrate da nessuna parte. Ogni anno verso l’Europa, dalle Mauritius, verrebbero fatti viaggiare circa 10.000 esemplari. Durante il viaggio, dopo essere stati strappati ai loro habitat naturali e ai loro simili, le scimmie vengono sottoposte ad un grave stress. Sono costrette ad affrontare un calvario fatto di freddo, sete e rumore, per poi arrivare alla loro triste fine. Vengono racchiuse in delle gabbiette di legno. Indicibili sono le torture che devono affrontare anche nel momento in cui vengono accalappiate, mentre esse tentano la fuga. Negli aerei vengono imballate in piccole casse ammucchiate le une sopra le altre e vengono trasportate per giorni interi.

    ATTENZIONE: IMMAGINI CRUENTE

    La petizione

    La Peta ha creato sul suo sito, raggiungibile a questo link, un’apposita petizione. L’obiettivo è quello di rintracciare dei consensi, in modo che si possa mettere fine a delle crudeltà davvero indicibili. Coloro che volessero far sentire la propria voce, possono compilare dei campi predisposti con nome, cognome e indirizzo e-mail. Automaticamente, cliccando su un apposito pulsante, viene spedita un’e-mail ai funzionari di Air France, in cui vengono spiegate le ragioni della protesta e ci si appella all’opportunità che si metta fine ad una crudeltà di questo tipo.

    Le alternative alla sperimentazione animale

    Piuttosto che causare sofferenze assurde alle povere bestioline, ci sarebbero delle alternative molto valide alla sperimentazione animale. D’altronde ormai molti esperti hanno sottolineato come fra gli uomini e gli animali ci siano molte differenze relative all’anatomia e alla fisiologia. E’ quindi piuttosto difficile pretendere che i risultati della sperimentazione animale possano essere trasferiti direttamente alle persone. Ecco un’altra ragione per rivolgersi ad altri tipi di sperimentazione. Basti pensare, per esempio, in questo senso, ai sistemi in vitro, che sono fra i più innovativi metodi di ricerca. Si potrebbero effettuare delle colture di cellule e di tessuti, per poi controllare l’effetto di alcune terapie. A disposizione degli scienziati ci sono anche degli avanzati modelli matematici computerizzati, fonte immensa di rappresentazioni virtuali molto utili. Inoltre i biochip funzionano molto bene per rappresentare singoli organi o organismi interi.

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