Macellazione rituale in Italia: l’inchiesta di Animal Equality

La macellazione rituale è stata oggetto di un’inchiesta di Animal Equality, che ha puntato il dito contro una pratica barbara degli uccisione degli animali senza stordimento

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    La macellazione rituale in Italia

    La macellazione rituale in Italia è stata soggetta ad un’inchiesta portata avanti da Animal Equality, che ha svelato alcuni aspetti cruenti di questa pratica, sempre più diffusa anche nel nostro Paese. Secondo il calendario islamico, ogni anno si tiene una Festa del sacrificio, la pratica halal, che, per le sue caratteristiche, sembra completamente essere in disaccordo con le norme vigenti in Italia. Eppure questa barbarie si ripete come se niente fosse.

    Lo stordimento

    Secondo la pratica halal, perché la carne sia commestibile, gli animali non devono essere sottoposti preventivamente a stordimento, ma la loro morte deve sopraggiungere per dissanguamento. Di conseguenza, oltre a tutte le crudeltà che le povere bestioline sono costrette a subire in tutte le fasi della macellazione, devono affrontare una lunga e terribile agonia, dovuta proprio a ciò che viene stabilito dal rituale religioso. Prima di perdere i sensi, rimangono vittime consapevoli della loro fine, fra l’indifferenza dei molti. Animal Equality è riuscita a filmare pratiche di questo genere e ha deciso di non rimanere senza far nulla, ma di sensibilizzazione l’opinione pubblica su quella che appare un’azione davvero da condannare.

    La deroga

    Le norme sulla macellazione che vigono in Italia prevedono che l’animale sia stordito, prima di essere ucciso, attraverso dei sistemi specifici, che hanno l’obiettivo di fare in modo che l’animale stesso rimanga in questo stato di inconsapevolezza fino alla morte. Alcune culture, invece, come quella dell’Islam e dell’Ebraismo, vogliono che gli animali siano macellati senza questo stordimento iniziale, affinché la carne sia considerata commestibile. Per venire incontro a queste esigenze, questo tipo di macellazione rituale, senza stordimento, è stato sottoposto ad una deroga. Per la prima volta è stato autorizzato con il decreto dei ministri della Sanità e degli Interni dell’11 giugno 1980. Questa deroga è stata confermata da tutte le azioni legislative successive, che hanno riguardato questo argomento.

    L’azione degli animalisti

    Per ovviare alla brutalità di questo tipo di macellazione e per limitare la sofferenza dei poveri animali, Animal Equality non solo ha svolto un’inchiesta approfondita sulla questione, per far comprendere come tutto ciò sia molto crudele, ma ha avviato anche una vera e propria campagna, per chiedere al Parlamento di attivarsi e di dibattere la questione, in modo che si possa seguire l’esempio molto più positivo fornito da altri Paesi europei, come, per esempio, la Svizzera, la Danimarca e la Polonia. Noi possiamo unirci ad un’apposita campagna organizzata dagli attivisti. La nota associazione animalista ha dato vita ad una petizione, per arrivare a vietare in Italia la deroga vigente che va contro il benessere degli animali. La petizione è disponibile sul sito macelli.info e chi volesse partecipare può far sentire la propria voce di indignazione nei confronti di una pratica così barbara. Già diverse nazioni europee hanno deciso di agire in questo senso e, lontano dal fatto di essere un’azione contro la comunità islamica, non si può che obbedire al senso di protezione nei confronti di esseri viventi indifesi.

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    Foto di Animal Equality Italia